La Spagna conquista la Coppa del Mondo per la seconda volta nella sua storia grazie al gol decisivo di Ferran Torres al 106’. In una finale intensa e molto tattica, l’Argentina ha resistito fino ai supplementari, ma l’espulsione di Enzo Fernandez al 93’ ha pesato sull’equilibrio della partita. La Roja ha così premiato il proprio predominio nel gioco con una vittoria meritata.
Primo tempo equilibrato ma con la Spagna più vivace
La Spagna parte meglio e prova subito a imporre ritmo, possesso e qualità tecnica. Lamine Yamal è tra i più attivi: le sue accelerazioni sulla destra creano i primi problemi alla difesa argentina e mettono in difficoltà Lisandro Martinez.
La prima grande occasione arriva già nei minuti iniziali, quando un’azione costruita bene porta Yamal al tiro da posizione favorevole, con Emiliano Martinez costretto a intervenire in modo decisivo. L’Argentina risponde soprattutto in ripartenza, cercando di sfruttare la velocità di Julian Alvarez e la presenza di Messi tra le linee.
Col passare dei minuti la Spagna continua a controllare il pallone e a muovere bene la difesa avversaria, anche se le occasioni nitide restano poche. Prima dell’intervallo c’è spazio anche per un problema fisico a Lisandro Martinez, che lascia il campo e costringe Scaloni al primo cambio forzato.
Ripresa in pressione continua
Nel secondo tempo la Spagna alza ancora il ritmo e chiude l’Argentina nella propria metà campo. La squadra di de la Fuente aumenta la pressione offensiva, costringendo Emiliano Martinez a diversi interventi importanti. L’Albiceleste, invece, fatica a uscire e sembra puntare sempre di più a trascinare la gara verso i rigori.
Scaloni prova a dare nuova energia con alcuni cambi, ma la partita resta nelle mani della Roja. Le trame offensive spagnole diventano sempre più pericolose, con Dani Olmo, Oyarzabal, Baena e Cucurella spesso coinvolti nelle azioni più interessanti. L’Argentina difende bassa, ma non riesce a togliere iniziativa agli avversari.
L’espulsione cambia tutto
A pochi minuti dalla fine dei regolamentari arriva l’episodio che indirizza definitivamente la sfida: Enzo Fernandez viene espulso al 93’, lasciando l’Argentina in dieci uomini. È un colpo durissimo per l’Albiceleste, già costretta a difendersi con grande fatica contro il possesso spagnolo. Da quel momento, per la Roja si aprono spazi e possibilità più ampie per colpire.
Il gol decisivo ai supplementari
Nei tempi supplementari la Spagna continua a spingere e sfiora il vantaggio con un colpo di testa di Nico Williams, fermato da un grande intervento di Emiliano Martinez. Poco dopo arriva anche un gol annullato a Nico Williams per fallo in avvio dell’azione.
La resistenza argentina crolla definitivamente al 106’, quando un lancio lungo di Pedro Porro trova Nico Williams, bravo a deviare di testa verso Ferran Torres. L’attaccante spagnolo controlla e lascia partire un diagonale potente che si infila sotto la traversa. È il gol che decide la finale e consegna alla Spagna il secondo Mondiale della sua storia.
Finale nervoso e reazione argentina tardiva
Nel finale l’Argentina prova a reagire con orgoglio, ma senza riuscire a trovare la porta. La stanchezza, l’inferiorità numerica e la pressione spagnola rendono impossibile costruire un vero assalto conclusivo. Dopo il fischio finale arriva anche un nuovo episodio di tensione, con l’espulsione di Paredes in seguito a una rissa.
La Spagna può così festeggiare un successo costruito su qualità, pazienza e controllo della partita. Una vittoria che conferma la solidità del gruppo e riporta la Roja sul tetto del mondo.









