Nella notte tra il 18 e il 19 luglio 2026, la capitale ucraina Kiev è stata teatro di uno degli attacchi più devastanti dall’inizio del conflitto con la Russia. L’assalto, che ha coinvolto oltre 40 missili e 125 droni, ha causato incendi e gravi danni a infrastrutture civili e industriali. Le autorità ucraine hanno riferito che l’attacco ha provocato almeno un morto e tra 16 e 17 feriti nella regione di Kiev, mentre a livello nazionale si contano circa 20 morti e oltre 140 feriti.
L’operazione, definita dal presidente Volodymyr Zelensky come uno dei più grandi attacchi balistici contro Kiev, ha visto l’impiego di missili balistici e ipersonici, tra cui i temuti Zircon. La maggior parte dei vettori era diretta verso la capitale, concentrando la violenza in un’ora di terrore.
Sul fronte politico, Zelensky ha riconosciuto la crescente contestazione interna legata alla gestione della crisi, dichiarando la sua intenzione di ascoltare le critiche. Resta da vedere come questa apertura influenzerà la sua leadership in un momento così critico.








