Mentre le tensioni nel Golfo Persico continuano a crescere, gli Stati Uniti hanno intensificato la loro campagna aerea contro l’Iran, colpendo obiettivi militari per la decima notte consecutiva. Questi attacchi mirano a ridurre la capacità di Teheran di minacciare il traffico navale e le installazioni americane nella regione. Il Pentagono ha riferito che quasi 100 militari statunitensi hanno subito ferite, principalmente lievi commozioni cerebrali, dall’inizio delle operazioni il 7 luglio.
In risposta, l’Iran ha rivendicato un attacco missilistico contro una base americana in Kuwait, segnalando un’escalation delle ostilità. Questo scambio di colpi si inserisce in un contesto più ampio di tensioni marittime, con Washington che giustifica le sue azioni come necessarie per proteggere le navi commerciali nello strategico Stretto di Hormuz. Inoltre, la pressione di gruppi alleati dell’Iran, come gli Houthi, si estende al Mar Rosso e a Bab el-Mandeb, aumentando il rischio di un conflitto più ampio.
Resta da vedere come evolverà la situazione, con entrambe le parti che sembrano determinate a mantenere la pressione.









