Bastano pochi metri e un cambio di fondale perché una giornata al mare diventi pericolosa. È accaduto domenica 26 luglio sulla spiaggia di San Gregorio, a Capo d’Orlando, in provincia di Messina, dove un bambino svizzero di sette anni ha smesso improvvisamente di toccare il fondo e ha iniziato ad annaspare a pochi passi dalla riva.
Come si sono svolti i fatti
Il piccolo stava rincorrendo un pallone finito in acqua e si era avvicinato a uno scoglio. Superata quella linea, il fondale è diventato più profondo e il bambino ha perso l’appoggio, cominciando a chiedere aiuto intorno alle 12:30. In quel momento sulla spiaggia si trovava Luigi Raffaele, originario di Mistretta e residente a Sant’Agata di Militello, in servizio nella Brigata “Aosta” di Messina, presente sul posto con i propri familiari.
Sentite le urla, il militare ha valutato rapidamente la situazione e si è tuffato. Ha raggiunto il bambino, lo ha sorretto e lo ha riportato verso la battigia, dove il piccolo ha ripreso subito a respirare con regolarità.
L’esito del soccorso
Una volta a terra, il bambino ha riabbracciato la madre. Le sue condizioni non hanno reso necessario alcun intervento sanitario. L’episodio si è quindi chiuso senza conseguenze, ma conferma un dato ricorrente delle estati italiane: molte situazioni critiche in acqua nascono in pochi secondi e a distanza ridotta dalla riva, spesso quando manca una sorveglianza dedicata.
La Brigata “Aosta” è una delle grandi unità dell’Esercito con sede in Sicilia e impiega personale in compiti operativi e addestrativi. In questo caso il soccorso è avvenuto al di fuori del servizio, per iniziativa personale del militare.
Con l’aumento delle presenze sulle coste nei fine settimana di luglio, cresce anche l’attenzione di enti locali e Capitanerie sulla prevenzione degli annegamenti, tema al centro anche delle campagne stagionali di sicurezza balneare.









