La nomina del nuovo comandante delle forze armate ucraine arriva in una fase in cui Kiev punta sempre più sulla guerra a distanza. Il generale Mykhailo Drapatyi, alla guida del nuovo corso militare, ha promesso di intensificare le operazioni offensive, comprese quelle oltre le linee del fronte e nel territorio russo.
Secondo quanto riportato dai media ucraini e internazionali, Drapatyi ha ricevuto dal presidente Volodymyr Zelenskyy un mandato chiaro: rafforzare la capacità dell’esercito, sviluppare nuove operazioni e colpire obiettivi dietro le linee nemiche. La sua nomina segna anche un cambio generazionale ai vertici militari di Kiev, in un momento segnato da pressioni politiche, proteste interne e crescenti tensioni sul fronte.
Una svolta nei vertici militari
Drapatyi, considerato parte di una nuova generazione di comandanti, subentra in una fase delicata della guerra. La leadership militare ucraina si trova infatti a dover bilanciare le esigenze del fronte terrestre con l’espansione delle capacità di attacco a lungo raggio, in particolare attraverso droni e sistemi asimmetrici.
La sua ascesa arriva dopo settimane di dibattito interno sulla gestione della guerra e sulla necessità di un rinnovamento ai vertici. Per Zelenskyy, la scelta di Drapatyi rappresenta un segnale di continuità operativa ma anche di rilancio.
La strategia della profondità
Il messaggio del nuovo comandante è chiaro: aumentare la pressione sulla Russia anche lontano dalla linea di contatto. La campagna di attacchi con droni, in questo quadro, è diventata uno dei pilastri della strategia ucraina.
Negli ultimi mesi, Kiev ha intensificato le operazioni contro infrastrutture militari, logistiche ed energetiche situate in profondità nel territorio russo. L’obiettivo è duplice: colpire la capacità industriale e militare di Mosca e dimostrare che nessuna area strategica è completamente al sicuro.
Un fronte sotto pressione
La nuova fase della guerra arriva mentre la Russia continua a esercitare forte pressione in alcuni settori del fronte, in particolare nell’est dell’Ucraina. Sul piano interno, invece, il ricambio al vertice riflette anche le difficoltà di mantenere consenso e fiducia in una guerra lunga, costosa e sempre più dipendente dall’innovazione tecnologica.
In questo scenario, Drapatyi eredita una macchina militare che deve continuare a combattere sul terreno, ma anche adattarsi a una guerra che si gioca sempre di più nel cielo, nell’elettronica e nella profondità operativa.
Un segnale politico e militare
La nomina ha quindi un valore che va oltre il piano strettamente militare. Da un lato indica la volontà di Zelenskyy di dare nuovo impulso alla catena di comando; dall’altro conferma che l’Ucraina intende mantenere e rafforzare la guerra di attrito contro la Russia.
Per Kiev, la sfida è trasformare la guerra dei droni e delle operazioni speciali in un vantaggio strategico duraturo. Per Mosca, invece, cresce il rischio che il conflitto si estenda sempre più oltre i confini del fronte tradizionale.









