IN SINTESI
Morrone, il fronte è stato ridotto e le aree abitate sono in sicurezza
21 agosto
Esercito sul terreno
Bonifica in corso
Il fronte dell'incendio sul Monte Morrone è stato sensibilmente ridotto e, nell'ultimo aggiornamento verificato del 21 agosto, le fiamme non risultavano più pericolose per i centri abitati di Roccacasale, Corfinio e Popoli Terme. Nella messa in sicurezza dell'area ha avuto un ruolo importante anche l'Esercito Italiano, intervenuto con uomini e un potente mezzo apripista per creare le linee tagliafuoco.
Fiamme ridotte, centri abitati messi in sicurezza
La situazione più recente segna un netto miglioramento rispetto ai giorni precedenti. Il 21 agosto la Protezione civile regionale segnalava che il fronte del rogo era stato ancora ridotto e che centri abitati, allevamenti e rifugi erano stati messi in sicurezza.
Il versante di Popoli Terme era già nella fase di pulizia e bonifica, mentre le squadre di terra — Vigili del Fuoco, volontari della Protezione civile ed Esercito — stavano entrando progressivamente nella fase operativa dello spegnimento e della successiva bonifica.
A supporto restavano impegnati quattro Canadair e due elicotteri. Cinque droni venivano inoltre utilizzati per individuare con precisione i punti ancora attivi e fornire ai velivoli le coordinate sulle quali effettuare gli sganci d'acqua.
Il ruolo dell'Esercito nella difesa di Roccacasale e Corfinio
Una parte decisiva dell'intervento si è svolta però a terra. L'Esercito ha messo a disposizione un New Holland D180, potente mezzo apripista trasferito da Roma in Abruzzo per aprire strade e realizzare o ampliare fasce tagliafuoco nelle zone più difficili da raggiungere.
Il mezzo ha lavorato con il supporto operativo del 9° Reggimento Alpini dell'Aquila. Le linee create sul terreno hanno permesso di interrompere la continuità della vegetazione e creare una barriera fisica tra il fronte dell'incendio e le zone da proteggere.
Già il 20 agosto la nuova linea tagliafuoco realizzata con il mezzo militare aveva consentito di circoscrivere le fiamme nella parte alta dell'area interessata. In quella fase il dispositivo impiegava oltre cento uomini, quattro Canadair e due elicotteri.
L'Esercito era comunque presente sul Morrone già nei giorni precedenti: il 13 agosto risultavano impegnati dodici militari anche nell'apertura di un sentiero necessario a facilitare il passaggio dei mezzi antincendio.
Un incendio iniziato il 9 agosto
Il rogo era divampato il 9 agosto 2026 sul Monte Morrone e si era progressivamente esteso verso Roccacasale, Corfinio e Popoli Terme, spinto in diverse fasi dal vento e dalle alte temperature.
Nei giorni più difficili le fiamme avevano fatto temere conseguenze per persone e abitazioni, rendendo necessario rafforzare il dispositivo di soccorso con personale militare, mezzi speciali e un intenso impiego di Canadair ed elicotteri.
Al 21 agosto 2026 l'incendio interessava ancora l'area, ma non più in maniera pericolosa per i centri abitati. Il lavoro si stava spostando progressivamente dallo sbarramento del fronte alla fase di spegnimento e bonifica. Non risultano, nelle fonti verificate disponibili al momento, elementi sufficienti per dichiarare il rogo definitivamente estinto.










