IN SINTESI
PEC per auto e moto: cosa prevede davvero la proposta
Non è ancora obbligatoria
Consultazione in corso
Domicilio digitale INAD
Al 22 agosto 2026 non esiste ancora un obbligo generalizzato di PEC per chi possiede un'auto o una moto. La novità di cui si parla in questi giorni fa parte della revisione del Codice della strada avviata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e punta a collegare i veicoli a un domicilio digitale del proprietario.
PEC obbligatoria per auto e moto? Per ora no
È questo il primo punto da chiarire. Nonostante diversi titoli apparsi negli ultimi giorni, l'obbligo non è attualmente in vigore. Per i normali cittadini la PEC resta facoltativa, mentre è già obbligatoria per categorie come imprese e professionisti.
La possibile novità nasce invece dal lavoro sul nuovo Codice della strada. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha avviato il confronto con associazioni e operatori e la misura sul domicilio digitale rientra tra le ipotesi esaminate.
Oggi non si può quindi rifiutare una normale revisione o un passaggio di proprietà semplicemente perché un cittadino non dispone di PEC. La disposizione di cui si discute deve ancora completare l'iter previsto e può essere modificata.
A cosa dovrebbe servire la PEC collegata al veicolo
L'obiettivo è creare un domicilio digitale certo del proprietario attraverso il quale amministrazioni e soggetti pubblici possano trasmettere comunicazioni ufficiali relative al veicolo.
La PEC non è infatti una semplice casella email: certifica l'invio e l'avvenuta consegna e, nelle comunicazioni tra caselle certificate, può avere valore legale analogo a quello di una raccomandata con ricevuta di ritorno.
L'idea è rendere più rapide e certe le comunicazioni legate ai veicoli, riducendo raccomandate cartacee, tempi di consegna e costi amministrativi e permettendo di associare ogni proprietario a un recapito digitale verificato.
Quando potrebbe diventare necessaria
Secondo le ricostruzioni del testo-base circolato nell'ambito della consultazione, il domicilio digitale diventerebbe rilevante in occasione di alcune delle principali pratiche automobilistiche.
Tra queste vengono indicate l'immatricolazione di un nuovo veicolo, il trasferimento di proprietà, la revisione periodica e l'aggiornamento della carta di circolazione. Per i veicoli già in circolazione l'introduzione sarebbe quindi progressiva, collegata al momento in cui il proprietario deve effettuare una pratica amministrativa.
Il testo è però ancora in consultazione e le associazioni interessate possono presentare osservazioni fino al 13 settembre 2026. Solo dopo sarà possibile conoscere l'impostazione definitiva.
Cos'è il domicilio digitale e come funziona INAD
Il domicilio digitale esiste già. Per i cittadini può essere registrato nell'Indice Nazionale dei Domicili Digitali, INAD.
Per farlo bisogna possedere una casella PEC e accedere al portale utilizzando SPID, CIE o CNS. Una volta registrato l'indirizzo, la Pubblica Amministrazione può utilizzarlo per inviare comunicazioni aventi valore legale.
L'iscrizione del cittadino all'INAD è attualmente volontaria. Chi registra il proprio domicilio digitale può già ricevere comunicazioni della Pubblica Amministrazione direttamente tramite PEC; chi non lo registra continua a ricevere le notifiche attraverso le altre modalità previste dalla legge.
Quindi bisogna aprire subito una PEC?
No. Al 22 agosto 2026 non esiste ancora un obbligo che imponga ai proprietari di auto e moto di attivare immediatamente una PEC.
Chi vuole può naturalmente dotarsene già oggi e registrarla nell'INAD. Per tutti gli altri è opportuno attendere la conclusione della consultazione e soprattutto il testo definitivo della riforma, perché modalità, tempi e casi nei quali il domicilio digitale potrebbe diventare necessario possono ancora cambiare.










