Roma, 17 aprile 2025 – (Pubblichiamo un estratto del seguente articolo da leggere nella sua completezza collegandosi al link indicato a fine paragrafo) – L’osservatorio per le spese militari italiane, MILEX, analizza le spese per il riarmo e le attuali condizioni della difesa.
Ci si interroga sulla necessità per l’Italia di riarmarsi per far fronte a eventuali minacce esterne. La risposta è che il riarmo italiano è già in corso con piani che, una volta giunti a compimento, faranno del nostro Paese una delle principali potenze militari europee. Passando in rassegna i principali nuovi programmi pluriennali di riarmo recentemente approvati o decisi, risulta discutibile la necessità di programmare nuove spese in tal senso, considerando che il costo complessivo solo di questi programmi – ve ne sono molti altri – supera i 73 miliardi di euro.
AERONAUTICA. Il programma Eurofighter è stato appena incrementato con l’ordine di altri 24 caccia Typhoon (7,5 mld) che si aggiungono ai 93 in servizio. Altrettanto si prevede di fare per il programma F-35 con la richiesta di altri 25 bombardieri (7 mld) in aggiunta ai 90 già ordinati. L’Aeronautica italiana sta inoltre potenziando due flotte altamente strategiche: quella – unica in Europa – di aerei radar e per la guerra elettronica basata sui Gulfstream G550 – ne ha 3 cui se ne aggiungeranno altri 2 (550 milioni) – richiestissimi per le operazioni Nato sul fronte orientale; e quella delle aerocisterne per il rifornimento in volo basata sui Kc-767 – ne ha 4 cui se ne aggiungeranno altre due (1,3 mld). Infine, dopo anni di titubanze, si sta anche dotando di una flotta di droni armati basata sui Falco di produzione nazionale e forse anche sui Reaper americani.
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