Nella notte tra il 10 e l’11 marzo 2026, l’Iran ha scatenato il più vasto attacco dall’inizio del conflitto contro obiettivi statunitensi e israeliani. Le città di Tel Aviv, Gerusalemme e Haifa in Israele, insieme a basi a Erbil nel Kurdistan iracheno e alla base della Quinta Flotta USA in Bahrein, sono state colpite da missili Qadr, Kheibar Shekan e Khorramshahr. Questi eventi segnano il proseguimento della trentunesima ondata dell’Operazione True Promise 4, come dichiarato dalla TV di Stato iraniana e dai Guardiani della Rivoluzione Islamica. L’attacco è stato caratterizzato da una precisione senza precedenti, con l’uso di tecnologie avanzate che hanno reso difficile l’intercettazione dei missili da parte delle difese antimissilistiche nemiche.
Nel contesto di questa escalation, Israele ha risposto colpendo Teheran e il sud del Libano, con bombardamenti che hanno causato almeno sei morti in Libano. Nel frattempo, raid congiunti USA-Israele hanno preso di mira aree popolate in Iran, inclusi ospedali e scuole, come confermato da video e immagini satellitari. Le esplosioni vicino all’aeroporto di Mehrabad a Teheran sono state documentate da Al Jazeera, mentre esplosioni sono state udite anche a Tel Aviv e Beirut. La situazione ha innescato un’ondata di panico tra la popolazione civile, con migliaia di persone in fuga dalle aree colpite, cercando rifugio in regioni considerate più sicure.
La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha dichiarato che la pace sarà possibile solo con la resa incondizionata dell’Iran, decisione presa dal presidente Donald Trump. Questa condizione prevede l’eliminazione di missili balistici e la fine della minaccia per gli Stati Uniti e i loro alleati. Nel frattempo, si aggrava la crisi umanitaria in Libano, con rischi crescenti anche in Iran e Iraq. Alle 15:00, i leader del G7 si riuniranno in videoconferenza per discutere le conseguenze economiche della guerra in Medio Oriente. La crisi sta avendo un impatto significativo sui mercati mondiali, con il prezzo del petrolio in rialzo e le borse in calo, mentre le tensioni geopolitiche minacciano di destabilizzare ulteriormente la regione.









