Un milione di euro. A tanto ammonta il tesoretto proveniente dai risparmi di gestione del 2023 che ha rischiato di creare una frattura profonda tra gli specialisti dei Vigili del Fuoco. La tensione è scoppiata in pochi giorni, innescata da un documento che sembrava destinare queste risorse solo ad alcune categorie, come sommozzatori e personale nautico.
A far esplodere il caso è stato il CONAPO, uno dei sindacati più rappresentativi del Corpo. L’organizzazione ha immediatamente contestato l’ipotesi di un accordo che escludesse gli altri reparti d’élite, in particolare il personale aeronavigante. La posizione è stata netta: nessuna firma su un’intesa parziale, percepita come una mossa per creare divisioni interne. La posta in gioco non era solo economica, ma toccava l’equilibrio e il rispetto tra professionalità diverse che collaborano in scenari ad alto rischio.
La protesta ha costretto l’amministrazione a una rapida marcia indietro. La Direzione centrale ha parlato di un “errore materiale” nella bozza iniziale, assicurando che l’incentivo è destinato a “tutto il personale dei ruoli specialistici”, nessuno escluso.
La polemica, almeno sulla carta, è rientrata. Ma ora si apre la fase più delicata: tradurre questa intenzione in un accordo concreto, definendo i criteri per ripartire le somme. Un passaggio che dirà se la pace siglata reggerà alla prova dei fatti.









