La guerra in Iran, iniziata il 28 febbraio con attacchi da parte di Stati Uniti e Israele, sta generando preoccupazioni significative per l’economia italiana. Confindustria ha lanciato un allerta riguardo a una potenziale crisi energetica che potrebbe comportare costi fino a 21 miliardi di euro per le imprese nel 2026. Settori chiave come chimica e raffinazione sono tra i più colpiti, mentre l’Italia si trova a fronteggiare un PIL in crescita solo dello 0,6% e un debito che supera il 138%. Inoltre, la Cgia di Mestre ha stimato un aggravio di quasi 10 miliardi per le aziende. La dipendenza dell’Italia dai combustibili fossili, che rappresentano il 74% del mix energetico, rende la situazione ancora più critica. A complicare ulteriormente il quadro, Arera ha segnalato un aumento dell’8,1% nelle bollette elettriche per i clienti vulnerabili nel secondo trimestre del 2026. Resta da vedere come le imprese affronteranno questa sfida e quali misure verranno adottate per mitigare l’impatto di questa crisi energetica.
Iran propone agli USA riapertura Stretto di Hormuz in cambio revoca blocchi
L'Iran offre agli Stati Uniti di riaprire lo Stretto di Hormuz in cambio della revoca del blocco navale.





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