Le dichiarazioni del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi riaccendono lo scontro con Washington, respingendo le valutazioni della CIA sul presunto indebolimento dell’arsenale missilistico di Teheran.
Secondo Araghchi, le capacità iraniane sarebbero addirittura cresciute rispetto all’inizio del conflitto, raggiungendo il 120%. Le parole arrivano dopo un nuovo scambio di fuoco tra forze statunitensi e iraniane nello Stretto di Hormuz, area strategica per il traffico energetico globale. Il Pentagono parla di attacco non provocato, mentre Teheran accusa gli USA di aver avviato le ostilità. Intanto, il fragile cessate il fuoco del 7 aprile appare sempre più sotto pressione. Washington punta a un accordo temporaneo con limiti al programma nucleare iraniano, ma Teheran nega qualsiasi intesa. Il rischio di una nuova escalation resta alto, alimentato da sfiducia reciproca e tensioni militari sul campo.
USA colpiscono petroliere iraniane e aree costiere, Iran accusa violazione cessate il fuoco nello Stretto di Hormuz
Le forze USA hanno attaccato petroliere iraniane e aree civili, scatenando le accuse di Teheran.





