Mentre i raid israeliani continuano a colpire obiettivi di Hezbollah in Libano, la situazione nel Golfo Persico si complica ulteriormente. Gli Stati Uniti, attraverso il Comando Centrale, hanno abbattuto quattro droni iraniani diretti verso lo Stretto di Hormuz. Successivamente, hanno colpito postazioni radar a Goruk e sull'isola di Qeshm, giustificando l’azione come autodifesa. In risposta, le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno lanciato sette missili balistici contro obiettivi in Kuwait e Bahrein, dichiarando di aver colpito “basi nemiche”. Tuttavia, il Centcom ha confermato che sei missili sono stati intercettati e il settimo non ha raggiunto il bersaglio, negando danni significativi o vittime tra le forze statunitensi. Esplosioni sono state segnalate presso l’aeroporto internazionale di Kuwait City e a Manama, in Bahrein. Intanto, in Italia, governo e parlamento monitorano attentamente la crisi, valutando le implicazioni per la sicurezza e gli interessi energetici nazionali. Resta da vedere come evolverà la situazione, con il rischio di un’escalation regionale sempre più concreto.
CONTRATTO 2025-2027, IL SINAFI DICE NO: RISORSE INSUFFICIENTI, SPECIFICITÀ NEGATA E PREVIDENZA DIMENTICATA
Con una nota del 17 luglio, il SINAFI ha spiegato al Governo le ragioni della mancata firma del contratto 2025-2027....









