In un contesto regionale già segnato da tensioni, gli Stati Uniti hanno colpito stazioni radar iraniane nelle aree di Goruk e dell’isola di Qeshm. L’azione, definita dal Comando Centrale Usa come autodifesa, è avvenuta dopo l’abbattimento di quattro droni iraniani nello Stretto di Hormuz, considerati una minaccia per la navigazione civile. Teheran ha condannato i raid come una violazione del cessate il fuoco in vigore da aprile.
La risposta iraniana non si è fatta attendere: i Pasdaran hanno lanciato sette missili balistici verso Kuwait e Bahrein. Secondo il Centcom, sei missili sono stati intercettati e il settimo non ha colpito il bersaglio, evitando danni al quartier generale della Quinta Flotta Usa a Manama. Tuttavia, esplosioni sono state registrate nei pressi dell’aeroporto internazionale di Kuwait City e a Manama, portando alla chiusura temporanea dello spazio aereo kuwaitiano e al dirottamento di voli.
L’episodio si inserisce in un quadro di instabilità regionale, con il conflitto israelo-palestinese in corso e raid israeliani in Libano meridionale che hanno causato vittime. La situazione resta tesa, con possibili sviluppi futuri.






