Nella notte tra il 18 e il 19 luglio, le sirene d’allarme hanno squarciato il silenzio a Kiev e nella sua regione. Le forze aerospaziali russe hanno lanciato un attacco massiccio, definito dalle autorità ucraine come il più grande con missili balistici dall’inizio della guerra. L’aeronautica militare ucraina ha registrato 166 minacce aeree, tra cui 41 missili e 125 droni d’attacco. In meno di un’ora, circa 40 missili sono stati lanciati verso la capitale. La composizione dell’attacco includeva 25 missili balistici Iskander-M e S-400, 10 missili ipersonici Zircon, oltre a missili Onyx e Kh-59/Kh-69.
Il presidente Volodymyr Zelensky ha sottolineato la gravità dell’attacco, che ha causato almeno un morto e tra 16 e 17 feriti. I media italiani evidenziano come la maggior parte dei vettori fosse diretta su Kiev, mettendo in luce la crescente pressione sulle difese aeree ucraine. L’offensiva russa si è estesa anche a Kharkiv e altre città, segnalando un’intensificazione del conflitto. Resta da vedere come evolverà la situazione nei prossimi giorni.









