Le tensioni legate alla crisi con l’Iran stanno facendo impennare i prezzi del petrolio, con effetti diretti sull’Italia. Benzina pronta a superare i 2 euro al litro già il 10 marzo 2026, come riportano le rassegne stampa regionali.
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha lanciato l’allerta sulla sicurezza energetica del Paese in un contesto di instabilità internazionale che minaccia l’economia. L’Italia affronta il rischio di recessione, con il governo che sta valutando misure urgenti per mitigare l’impatto sui cittadini.
La premier Giorgia Meloni ha chiarito che l’Italia non è in guerra e non intende entrarci. Il dl benzina, considerato inutile, è stato accantonato: Roma chiede supporto all’Unione Europea mentre la leader sonda il dialogo con la destra democratica in vista del dibattito alla Camera previsto per domani.
Il Fatto Quotidiano del 10 marzo 2026 titola sul ruggito del leone iraniano e sul rischio di un ritorno ai prezzi del 2022, con il petrolio che potrebbe raggiungere i 120 dollari al barile. Il G7 valuta il rilascio delle riserve strategiche, mentre Putin segnala la disponibilità a Mosca verso l’Ue.
La Gazzetta del Sud del 10 marzo evidenzia come il pieno sia diventato un lusso, con risorse scarse e speculazioni che aggravano la situazione. Trump annuncia la fine imminente della guerra con l’Iran dopo una telefonata con Putin, con l’Ucraina al centro delle dinamiche.
La crisi energetica domina l’attualità italiana del 10 marzo 2026, con impatti immediati sui prezzi al distributore e sull’economia nazionale.









