La Cassazione ha confermato la condanna di un assistente capo della Polizia di Stato per una frase volgare pubblicata su Facebook sotto una foto del presidente Sergio Mattarella.
Secondo i giudici, il contenuto del commento e il suo posizionamento sotto l’immagine del Capo dello Stato rendevano chiaro il riferimento al Presidente della Repubblica. Per questo è stata riconosciuta la violazione dell’articolo 278 del Codice penale, che punisce l’offesa all’onore e al prestigio del Presidente. La Suprema Corte ha escluso anche la particolare tenuità del fatto, evidenziando la reiterazione di commenti volgari e la consapevolezza dell’imputato, legata anche al suo ruolo professionale. Per i giudici, chi opera quotidianamente nell’applicazione della legge ha una percezione più chiara del disvalore di una condotta di questo tipo









