Il 18 luglio i militari rompono il silenzio:
a Roma una manifestazione per dignità, tutele e futuro
Il 18 luglio 2026 Roma ospiterà una manifestazione rivolta al personale di
Guardia di Finanza, Carabinieri, Aeronautica, Esercito e Marina.
L’iniziativa, promossa dai sindacati
SINAFI, NSC, USAMI, ITAMIL e SILMM,
non viene presentata come una protesta contro le Istituzioni, ma come una richiesta rivolta allo Stato affinché siano riconosciuti
dignità, maggiori tutele e un futuro più sicuro
a chi ogni giorno contribuisce alla sicurezza e alla difesa del Paese.
articolo 1476-quater del Codice dell’Ordinamento Militare,
che riconosce il diritto di pubblica manifestazione.
Al centro della mobilitazione ci sono
donne, uomini, genitori e famiglie
che chiedono di essere ascoltati e di vedere riconosciuto il valore del servizio prestato quotidianamente alla Nazione.
Tra le principali criticità evidenziate dai promotori figurano l’aumento del costo della vita e la progressiva perdita di valore degli stipendi.
Bollette, mutui, carburante, affitti e spesa alimentare
continuano a crescere, mentre il potere d’acquisto del personale militare e delle Forze di Polizia continua a diminuire.
Un altro tema sollevato riguarda il futuro previdenziale. Dopo una vita di servizio, sacrifici, turni, reperibilità e lontananza dalla famiglia, migliaia di militari rischiano di ritrovarsi con
pensioni sempre più basse.
I sindacati promotori richiamano inoltre l’attenzione su
trasferimenti senza adeguate tutele logistiche ed economiche, assenza di mobilità volontaria, insufficiente tutela dell’unione familiare e della genitorialità, professionalità non riconosciute, carenze alloggiative, mancanza di tutela legale per i rischi professionali e missioni ad alto rischio.
Il messaggio lanciato dalle organizzazioni è chiaro:
chi garantisce la sicurezza della Nazione non può essere lasciato indietro.
Il senso del dovere non può trasformarsi in uno strumento per ignorare le esigenze di chi continua a garantire sicurezza e difesa in ogni circostanza.
A preoccupare è anche la progressiva perdita di attrattività della professione militare e della sicurezza. Sempre meno giovani scelgono di arruolarsi e il rischio evidenziato è quello di avere
meno personale, maggiori carichi di lavoro e meno sicurezza per tutti.
Difendere la dignità di chi indossa una divisa significa, secondo i promotori,
difendere anche il futuro della Nazione e la sicurezza dei cittadini.
La manifestazione nasce nell’ambito del
Patto per la sicurezza e la difesa dei cittadini,
promosso da SINAFI, NSC, USAMI, ITAMIL e SILMM.
Le cinque organizzazioni lanciano un messaggio unitario:
la specificità non è un limite, ma rappresenta il valore del lavoro svolto quotidianamente al servizio del Paese.
Il 18 luglio la voce del personale militare e delle Forze di Polizia arriverà nella Capitale.
Non contro le Istituzioni o contro il Paese, ma per chiedere attenzione e rispetto per chi ne garantisce ogni giorno la sicurezza.









