IN SINTESIIl programma DDX entra nella fase decisiva
2 nuovi cacciatorpediniere
Circa 3 miliardi €
Difesa aerea e missilistica
Il programma dei nuovi cacciatorpediniere DDX della Marina Militare entra nella fase decisiva. OCCAR, l'organizzazione europea che gestisce il programma per conto dell'Italia, ha previsto nel 2026 l'invito all'industria, la valutazione dell'offerta e la negoziazione del contratto per due unità di nuova generazione.
Saranno navi progettate soprattutto per la difesa aerea e missilistica di area, destinate a diventare tra le più importanti unità di superficie della flotta italiana e a sostituire progressivamente gli attuali cacciatorpediniere della classe Durand de la Penne.
Più che una gara aperta, una procedura di acquisizione dedicata
Parlare semplicemente di “gara” rischia di semplificare troppo il procedimento. Il programma viene gestito da OCCAR per conto dell'Italia e la strategia di acquisizione prevede il coinvolgimento diretto dell'industria individuata per lo sviluppo e la realizzazione delle nuove unità.
Nel Business Plan 2026 OCCAR indica tra le attività dell'anno l'emissione dell'Invitation to Tender, la ricezione e valutazione dell'offerta, la negoziazione e finalizzazione del contratto e la costituzione della struttura dedicata al programma.
Orizzonte Sistemi Navali al centro del programma
Il ruolo industriale principale è affidato a Orizzonte Sistemi Navali, società partecipata da Fincantieri e Leonardo.
Nel maggio 2026 OCCAR ha presentato ufficialmente il programma DDX durante un incontro con l'industria a Bruxelles. Nella stessa occasione OSN è stata indicata come Prime Contractor e come soggetto destinato a ricoprire il ruolo di Whole Warship Design Authority.
La scelta concentra quindi nella joint venture le competenze sulla piattaforma navale di Fincantieri e quelle legate al sistema di combattimento e all'elettronica di Leonardo, con il coinvolgimento di una più ampia filiera industriale.
Una nave costruita attorno alla difesa aerea
Il DDX nasce per garantire alla Marina una capacità avanzata di difesa aerea e missilistica a grande distanza, proteggendo non soltanto la singola nave ma anche gruppi navali, infrastrutture e forze impegnate in un'area operativa.
Il programma si collega all'evoluzione dei sistemi PAAMS e ASTER e alla crescente esigenza di contrastare missili da crociera, minacce balistiche, velivoli e sistemi senza pilota.
La Difesa considera infatti prioritario l'adeguamento delle capacità di difesa aerea navale anche contro minacce più sofisticate rispetto al passato, compresa l'evoluzione verso la Ballistic Missile Defence.
Le capacità previste per i nuovi DDX
Dimensioni molto superiori agli attuali cacciatorpediniere
I DDX saranno unità sensibilmente più grandi rispetto ai cacciatorpediniere che andranno a sostituire. Le configurazioni tecniche sono ancora soggette all'evoluzione del progetto, ma le indicazioni industriali emerse negli ultimi anni descrivono navi di dimensioni e dislocamento paragonabili a quelli di un moderno incrociatore.
L'aumento delle dimensioni è legato soprattutto alla necessità di installare sensori di grande potenza, numerosi sistemi missilistici, una produzione elettrica adeguata e margini sufficienti per gli aggiornamenti futuri.
La configurazione definitiva delle armi e il numero esatto delle celle di lancio dovranno tuttavia essere valutati sulla base della documentazione contrattuale finale: diverse caratteristiche tecniche circolate finora provengono da fasi progettuali ancora evolutive.
Le prime due navi sostituiranno Durand de la Penne e Mimbelli
Il Documento Programmatico Pluriennale della Difesa definisce chiaramente la prima esigenza: acquisire nel breve-medio periodo due nuove unità per sostituire Nave Luigi Durand de la Penne e Nave Francesco Mimbelli.
Non si tratta però necessariamente della fine del programma dopo due scafi. La pianificazione della Difesa prevede nel lungo periodo la possibilità di realizzare altre due unità DDX quando arriverà il momento di sostituire anche i due cacciatorpediniere classe Orizzonte, Andrea Doria e Caio Duilio.
In prospettiva la Marina potrebbe quindi disporre di una linea composta da quattro cacciatorpediniere DDX, se le successive fasi del programma saranno finanziate e autorizzate.
DDX e Orizzonte viaggeranno insieme per diversi anni
L'arrivo dei nuovi cacciatorpediniere non comporterà l'immediata uscita di scena delle unità classe Orizzonte.
Andrea Doria e Caio Duilio sono infatti interessate da un importante programma di ammodernamento di mezza vita gestito anch'esso attraverso OCCAR. Nell'agosto 2026 è stato firmato un nuovo emendamento contrattuale che prepara l'avvio dei lavori sulla prima unità italiana alla fine di settembre.
La strategia è quindi costruita su due binari: modernizzare le navi più recenti già disponibili e, parallelamente, sviluppare una nuova generazione di cacciatorpediniere con capacità significativamente superiori.
Dal progetto al contratto: le tappe
Uno dei programmi navali più importanti del prossimo decennio
Per la Marina Militare il DDX rappresenta molto più della semplice sostituzione di due navi anziane. Il programma punta a creare una piattaforma capace di affrontare un ambiente operativo nel quale missili, droni, guerra elettronica e minacce balistiche stanno cambiando profondamente la difesa delle flotte.
Anche per l'industria italiana la commessa avrà un peso rilevante. Fincantieri ha inserito i DDX tra i principali ordini militari attesi nel 2026, insieme ad altri programmi della Marina italiana, confermando la centralità del settore navale militare nel proprio portafoglio futuro.









