Mentre la notte avvolgeva l’Ucraina, un massiccio attacco russo ha scosso il paese. Circa 70 missili e 280 droni sono stati lanciati contro diverse città, tra cui Kiev, Leopoli e Dnipro. L’obiettivo era chiaro: saturare le difese aeree e colpire infrastrutture vitali. La capitale ha visto circa 60mila cittadini rifugiarsi nelle stazioni della metropolitana, trasformate in bunker. Il bilancio è tragico: almeno 8 morti e decine di feriti.
Particolarmente drammatica è stata la distruzione di un’abitazione a Kryvyi Rih, dove un missile Iskander ha ucciso un’intera famiglia, inclusi due bambini. Questo episodio ha suscitato una forte reazione da parte dell’Unicef. Inoltre, un missile balistico nordcoreano ha colpito Radushne, causando ulteriori vittime. Zelensky ha criticato i ritardi nella fornitura di missili antibalistici da parte degli alleati.
Un missile ha anche violato lo spazio aereo polacco, provocando allarme a Varsavia. La comunità internazionale, guidata dall’ONU, ha condannato fermamente l’attacco, definendolo una violazione del diritto internazionale umanitario. La situazione resta tesa, con molte domande ancora aperte.






