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Patto per la Difesa e la Sicurezza dei Cittadini: oltre 20.000 iscritti, cinque sigle e quattro riforme da portare al Governo

Ufficio Stampa by Ufficio Stampa
Settembre 6, 2026
in Forze Armate, Forze di Polizia & Soccorso
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IN SINTESI Cinque organizzazioni unite su quattro riforme
5 sigle oltre 20.000 iscritti 4 pilastri
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USAMI Aeronautica, SINAFI, NSC, ITAMIL e SILMM hanno costruito una piattaforma comune per il personale militare.
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Complessivamente le organizzazioni del Patto dichiarano di rappresentare oltre 20.000 iscritti.
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Il 1° settembre 2026 è stato sottoscritto e trasmesso alle istituzioni un documento politico-tecnico di riforma.
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Le proposte riguardano sistema economico e negoziale, previdenza, agibilità sindacale e sicurezza sul lavoro.
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Quattro delle organizzazioni hanno pubblicato propri approfondimenti: nell'articolo sono disponibili i collegamenti diretti per leggerli.
In breve: il Patto prova a trasformare le rivendicazioni comuni del personale in una piattaforma interforze da sottoporre al Governo e al Parlamento.

Oltre 20.000 iscritti, cinque organizzazioni sindacali e quattro grandi aree di riforma. Il Patto per la Difesa e la Sicurezza dei Cittadini entra nella fase delle proposte: USAMI Aeronautica, SINAFI, NSC, ITAMIL e SILMM hanno messo nero su bianco una piattaforma comune destinata al confronto con Governo, Parlamento e Amministrazioni.

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20.000+ Gli iscritti complessivamente dichiarati dalle organizzazioni che compongono il Patto.
5 sigle Aeronautica, Guardia di Finanza, Carabinieri, Esercito e Marina riuniti nella stessa iniziativa.
4 riforme Retribuzioni e negoziazione, previdenza, attività sindacale, salute e sicurezza.

Un Patto che mette insieme cinque realtà militari

Il progetto riunisce USAMI Aeronautica per l'Aeronautica Militare, SINAFI per la Guardia di Finanza, NSC per l'Arma dei Carabinieri, ITAMIL per l'Esercito e SILMM per la Marina Militare.

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USAMI Aeronautica
SINAFI Guardia di Finanza
NSC Carabinieri
ITAMIL Esercito
SILMM Marina

Le singole organizzazioni mantengono la propria autonomia e la propria identità. Il Patto non nasce quindi come una nuova organizzazione sindacale, ma come strumento comune per affrontare temi trasversali che riguardano personale appartenente ad amministrazioni differenti.

Il punto di partenza è che molte delle questioni economiche, previdenziali e normative non cambiano sostanzialmente passando dall'Aeronautica all'Esercito, dalla Marina ai Carabinieri o alla Guardia di Finanza.

Dal 18 luglio alle proposte scritte

Il percorso ha avuto un momento pubblico importante nella manifestazione organizzata a Roma il 18 luglio 2026, quando migliaia di militari hanno partecipato alla mobilitazione promossa dalle organizzazioni del Patto.

Il passaggio successivo è arrivato il 1° settembre. Nel corso di una videoconferenza alla quale hanno partecipato i dirigenti territoriali delle cinque organizzazioni è stato formalmente sottoscritto il documento politico-tecnico contenente le proposte di riforma.

24 giugno 2026

Le organizzazioni formalizzano l'azione comune e portano all'attenzione delle istituzioni le principali criticità del personale.

18 luglio 2026

Il Patto promuove la manifestazione nazionale di Roma, portando nelle piazze le richieste del personale.

1° settembre 2026

Le rivendicazioni vengono trasformate in un documento politico e tecnico con proposte normative da sottoporre alle istituzioni.

I quattro pilastri della proposta

Il documento individua quattro settori sui quali le organizzazioni chiedono interventi strutturali. Non soltanto rivendicazioni economiche, quindi, ma una proposta che interviene su alcuni dei principali meccanismi che regolano la condizione professionale del personale militare.

1 Sistema economico e negoziale Separare le risorse necessarie alla tutela dello stipendio fondamentale da quelle destinate a remunerare specificità, impieghi operativi e trattamento accessorio.
2 Sistema previdenziale Affrontare gli effetti del mancato avvio della previdenza complementare e introdurre strumenti compensativi legati alle specificità delle carriere militari.
3 Agibilità sindacale Rafforzare autonomia e strumenti delle organizzazioni sindacali militari, intervenendo anche su rappresentatività, secondo livello negoziale e tutele dei dirigenti.
4 Salute e sicurezza Rafforzare l'applicazione delle norme sulla sicurezza del lavoro anche nelle attività militari e addestrative.
Il punto centrale La novità del Patto non è che cinque sindacati condividano singole rivendicazioni, ma il tentativo di costruire una piattaforma normativa comune: ciascuna sigla continua a tutelare la propria Forza di riferimento, mentre sulle questioni trasversali prova a presentarsi alle istituzioni con una posizione condivisa.

Oltre 20.000 iscritti sotto gli stessi obiettivi

Il dato politico e sindacale più significativo è rappresentato dai numeri. Secondo quanto comunicato dalle organizzazioni, le cinque sigle riuniscono complessivamente oltre 20.000 iscritti.

Non significa che Aeronautica, Esercito, Marina, Carabinieri e Guardia di Finanza diventino realtà indistinte. Significa piuttosto che migliaia di appartenenti a Forze differenti possono trovarsi ad affrontare gli stessi problemi quando si parla di stipendio, futuro pensionistico, condizioni di lavoro e possibilità di tutela sindacale.

Ed è proprio su questo terreno che il Patto prova a costruire il proprio peso: trasformare problemi comuni in proposte comuni, aumentando la capacità di interlocuzione con la politica.

Dalla protesta alla proposta

La fase aperta il 1° settembre cambia quindi la natura dell'iniziativa. Dopo la mobilitazione, alle istituzioni vengono presentati interventi normativi sui quali sarà possibile misurare concretamente la disponibilità al confronto.

Il passaggio successivo dipenderà dalla risposta di Governo e Parlamento e dalla capacità delle cinque organizzazioni di portare le proposte ai tavoli istituzionali.

Per il personale sarà invece possibile valutare direttamente contenuti e posizioni: diverse sigle hanno infatti pubblicato sui propri portali gli approfondimenti dedicati al documento e alle ragioni dell'iniziativa.

APPROFONDISCI IL PATTO

Leggi gli articoli pubblicati dalle organizzazioni

Ogni sigla racconta il progetto dalla propria prospettiva. Clicca sull'organizzazione che vuoi approfondire: il relativo articolo si aprirà in una nuova scheda.

USAMI Aeronautica Il ruolo di USAMI come co-fondatore, i quattro pilastri e i documenti politico e tecnico del Patto. → SINAFI L'approfondimento del Sindacato Nazionale Finanzieri sulle proposte di riforma rivolte al Governo. → NSC Carabinieri La posizione del Nuovo Sindacato Carabinieri sul passaggio dalle rivendicazioni alle proposte. → SILMM Marina L'articolo del Sindacato Italiano Lavoratori Militari Marina dedicato alla piattaforma comune. →

Il confronto ora passa alle istituzioni

Il valore dell'iniziativa si misurerà inevitabilmente sui risultati. La sottoscrizione del documento non modifica da sola stipendi, pensioni o regole sindacali: per farlo saranno necessari interventi politici e normativi.

Il Patto mette però sul tavolo una piattaforma comune sostenuta da cinque organizzazioni e da una base complessiva di oltre 20.000 iscritti, spostando il confronto dal semplice dissenso alla formulazione di proposte precise.

Ora la domanda centrale è quale risposta arriverà dalle istituzioni e quali delle richieste contenute nei documenti potranno trasformarsi in interventi concreti per il personale.

PATTO PER LA DIFESA E LA SICUREZZA DEI CITTADINI

Cinque organizzazioni e oltre 20.000 iscritti: la mobilitazione lascia spazio alla fase delle proposte. Retribuzioni, previdenza, libertà sindacale e sicurezza diventano i quattro terreni sui quali il Patto chiede ora una risposta concreta alla politica.

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