Roma, 2 gennaio 2026 – (Pubblichiamo un estratto del seguente articolo da leggere nella sua completezza collegandosi al link indicato a fine paragrafo) – Una recente sentenza prevede che l’Istituto di previdenza possa pignorare l’assegno di pensione in presenza di debiti non pagati.
La Corte costituzionale mette un punto fermo su una questione che interessa direttamente molti pensionati. Con la sentenza n. 216 del 30 dicembre 2025, il Giudice delle Leggi ha stabilito che l’Inps può pignorare la pensione per recuperare crediti previdenziali, chiarendo limiti, condizioni e tutele operative. Una decisione che rende più chiaro quando e come può intervenire l’ente previdenziale.
Quando l’Inps può pignorare la pensione
Il pignoramento è consentito in due casi ben precisi. Il primo riguarda il recupero di prestazioni previdenziali indebitamente percepite dal pensionato. Il secondo riguarda le omissioni contributive, cioè contributi che avrebbero dovuto essere versati e non lo sono stati. In entrambe le situazioni, secondo la Consulta, l’Inps agisce per ripristinare risorse sottratte al sistema pensionistico, che devono essere recuperate per garantirne la sostenibilità.
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