IN SINTESI Come cambia l'organizzazione territoriale della Polizia di Stato Più flessibilità alle Questure 4 nuove Zone di Frontiera Nuovo assetto territoriale +
Il nuovo Atto Ordinativo Unico del Territorio è stato illustrato il 3 settembre 2026 durante il confronto tra il Capo della Polizia, il Dipartimento della Pubblica Sicurezza e le organizzazioni sindacali.
Ai Questori viene riconosciuta una maggiore flessibilità nell'organizzazione interna, compresa la possibilità di accorpare Sezioni, previo assenso delle competenti articolazioni centrali.
Il Questore potrà inoltre avviare le procedure per istituire, trasformare, sopprimere o accorpare presidi territoriali, secondo le procedure stabilite dal Capo della Polizia.
Per la Polizia di Frontiera vengono previste quattro nuove Zone: Genova, Venezia, Ancona e Cagliari.
La riorganizzazione interessa anche UPGSP, Squadre Mobili, Digos, Polizia Scientifica, Immigrazione, Postale, Reparti Mobili e Reparti Volo.
Cambia l'architettura territoriale della Polizia di Stato. Il nuovo Atto Ordinativo Unico interviene sulle Questure, sulle Specialità e su numerosi uffici periferici, introducendo maggiore flessibilità organizzativa e ridisegnando competenze, presidi e posti di funzione dirigenziali.
Il nuovo Atto Ordinativo Unico ridisegna la Polizia sul territorio
Il nuovo assetto è stato illustrato il 3 settembre 2026 nel corso di un incontro tra il Capo della Polizia, la delegazione del Dipartimento della Pubblica Sicurezza e le rappresentanze sindacali.
La revisione interviene in maniera ampia sull'organizzazione degli uffici territoriali: non soltanto Questure e Commissariati, ma anche le diverse Specialità e numerose strutture periferiche.
L'obiettivo dichiarato è quello di razionalizzare le strutture, ridefinire le competenze e rafforzare il coordinamento operativo, introducendo in alcuni settori una maggiore capacità di adattare il modello organizzativo alle esigenze concrete delle singole province.
Questori, più margini per organizzare gli uffici
Una delle novità più significative riguarda proprio il ruolo dei Questori. Il nuovo modello riconosce loro una maggiore possibilità di intervenire sull'organizzazione interna della Questura.
Il Questore potrà valutare l'accorpamento delle Sezioni interne agli Uffici di prima articolazione, previo assenso degli Uffici e delle Direzioni centrali competenti.
Potrà avviare le procedure per istituire, trasformare, sopprimere o accorpare presidi territoriali secondo le modalità stabilite da un'apposita circolare del Capo della Polizia.
Il principio è quello di consentire una maggiore aderenza tra struttura organizzativa e caratteristiche del territorio. Una Questura con particolari carichi investigativi, esigenze operative o carenze di personale potrà quindi proporre una diversa organizzazione interna.
Il Questore non potrà modificare unilateralmente l'intera architettura della Questura. L'accorpamento delle Sezioni resta subordinato al preventivo assenso delle articolazioni centrali competenti e non modifica l'esistenza né le funzioni dell'Ufficio di prima articolazione.
UPGSP, Squadre Mobili e Digos: cresce il ruolo di coordinamento
La riorganizzazione valorizza anche l'Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, al quale viene riconosciuto un ruolo ancora più centrale nel coordinamento delle attività di controllo del territorio.
All'interno degli UPGSP vengono previste due specifiche Sezioni: una dedicata alle attività di primo sopralluogo di Polizia Scientifica e una alle attività di documentazione dei servizi di ordine pubblico e fotosegnalamento.
Sul fronte investigativo viene inoltre rafforzato il ruolo di coordinamento delle Squadre Mobili e delle Digos. Nella prima Sezione delle Squadre Mobili e delle Digos distrettuali viene introdotta anche una nuova “unità tecnica”.
Polizia Scientifica: cambia il modello territoriale
Una delle trasformazioni più rilevanti riguarda la Polizia Scientifica.
Il modello mantiene i Centri regionali e interregionali, mentre prevede la soppressione dei Centri provinciali e delle Sezioni di Polizia Scientifica. Le funzioni vengono trasferite alle nuove Sezioni istituite presso gli UPGSP delle Questure e alle Squadre dei Commissariati distaccati.
Il risultato sarà una maggiore integrazione delle competenze tecnico-scientifiche all'interno dell'organizzazione operativa ordinaria delle Questure.
Immigrazione: due sezioni e nuove competenze di frontiera
Anche gli Uffici Immigrazione vengono riorganizzati. Il progetto prevede due distinte Sezioni: una prevalentemente dedicata alle attività amministrative e una alle attività di polizia giudiziaria collegate ai procedimenti di competenza.
Agli Uffici Immigrazione vengono inoltre attribuite funzioni di Polizia di Frontiera nelle province confinanti con il confine nazionale nelle quali non siano presenti Uffici di Polizia di Frontiera o Commissariati distaccati.
Polizia di Frontiera: quattro nuove Zone
Il nuovo Atto Ordinativo introduce un diverso modello anche per la Polizia di Frontiera. L'Ufficio di Zona tenderà a coincidere con l'Ufficio di Frontiera di maggiore rilievo presente nel territorio.
La novità più evidente è l'istituzione di quattro nuove Zone, tutte con la preposizione di un Dirigente Superiore.
Per la Zona di Roma è invece prevista la modifica della qualifica di preposizione, che passa da Dirigente Generale a Dirigente Superiore. Restano inoltre alle dipendenze gerarchiche delle Zone i Centri di cooperazione di polizia e dogana.
È prevista anche l'elevazione a Ufficio del Posto di Polizia di Frontiera aerea di Montichiari, ma la misura è subordinata alla disponibilità delle necessarie dotazioni organiche.
Dalla Postale ai Reparti Mobili: le altre modifiche
Cambiano le qualifiche di preposizione dei sei COSC di Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo e Bologna; previsti anche nuovi posti VQ/VQA e la riconfigurazione di otto SOSC.
Viene individuata una percentuale minima della forza operativa pari al 70% della dotazione organica complessiva.
Prevista una sede distaccata del I Reparto Volo di Roma presso Ciampino e nuove possibilità di impiego per i funzionari tecnici.
È prevista l'istituzione del Centro sanitario polifunzionale di Bari, diretto da un Primo Dirigente medico.
Uffici di Gabinetto e Questure: cambiano anche i posti dirigenziali
La revisione prevede la preposizione di un Primo Dirigente a tutti gli Uffici di Gabinetto delle Questure. Agli stessi uffici vengono attribuite ulteriori competenze relative all'archivio, alla gestione automatizzata delle informazioni di polizia e alla supervisione delle camere di sicurezza.
Per Roma viene previsto un posto VQ/VQA nell'Ufficio di Segreteria del Questore e viene formalizzato l'Ufficio per la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Viene inoltre istituito l'Ufficio Scorte nelle Questure di Roma e Palermo.
Una parte delle innovazioni non potrà essere valutata soltanto sulla carta. Nuove strutture e nuove competenze richiedono infatti personale, qualifiche e risorse adeguate. Diverse progettualità risultano già sospese o condizionate alla disponibilità delle necessarie dotazioni organiche.
Roma, Milano e Napoli: alcuni progetti restano sospesi
Tra gli interventi non ancora destinati a diventare immediatamente operativi figurano quelli relativi ai Vicari con qualifica di Dirigente Superiore e ai Dirigenti Ispettori nelle Questure di Roma, Milano e Napoli.
Questi progetti restano sospesi in attesa della normativa sugli incrementi organici e sulle nuove funzioni.
È proprio questo uno dei punti sottolineati dalle rappresentanze del personale: una riorganizzazione può produrre maggiore efficienza soltanto se l'ampliamento delle responsabilità viene accompagnato da organici adeguati e risorse coerenti con i nuovi compiti.
Il nuovo modello è stato illustrato al tavolo del 3 settembre, ma alcune misure sono subordinate a incrementi di organico, ulteriori procedure o interventi normativi. È quindi necessario distinguere il disegno organizzativo dalla sua concreta e completa attuazione sul territorio.
Una Polizia più flessibile, ma la prova sarà sul territorio
Il nuovo Atto Ordinativo Unico rappresenta una revisione ampia del modello organizzativo della Polizia di Stato. La direzione scelta è quella di decentrare alcune decisioni organizzative, rafforzare il coordinamento e integrare maggiormente le funzioni specialistiche con gli uffici territoriali.
Per le Questure significa poter adattare meglio alcune articolazioni interne alle caratteristiche della provincia; per le Specialità significa invece una redistribuzione delle strutture e delle responsabilità.
La verifica più importante arriverà però con l'attuazione. Il nuovo modello potrà produrre maggiore efficienza solo se alle competenze aggiuntive corrisponderanno personale, mezzi e qualifiche adeguate ai nuovi carichi organizzativi.




