L’amministrazione Trump avrebbe deciso di colpire l’Iran per prevenire una rappresaglia contro le forze statunitensi che, secondo Marco Rubio, sarebbe stata inevitabile dopo un attacco già pianificato da Israele. La spiegazione è stata illustrata al Congresso durante un briefing riservato con i vertici politici, dell’intelligence e delle forze armate. JD Vance ha ribadito che l’obiettivo centrale degli Stati Uniti resta impedire a Teheran di ottenere un’arma nucleare, mentre altri esponenti dell’amministrazione hanno indicato anche la distruzione delle capacità missilistiche e navali iraniane. Sul campo, i bombardamenti di USA e Israele hanno colpito diverse strutture iraniane, mentre Teheran ha risposto con droni e missili contro Paesi alleati di Washington nella regione. Il bilancio del conflitto comprende la morte di alti dirigenti iraniani e di militari americani, aggravando ulteriormente la crisi. Sul piano politico, i Repubblicani hanno difeso la scelta della Casa Bianca, mentre i Democratici contestano la mancanza di una strategia chiara e di un mandato del Congresso. Alla Camera è atteso un voto su una risoluzione che punta a limitare i poteri di guerra del presidente.
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