La recente delibera dell’ASL di Lecce ha sollevato un acceso dibattito sulla sanità nella regione. La CGIL Lecce e FP CGIL Lecce hanno espresso forte opposizione all’estensione dell’Attività Libero-Professionale Intramuraria (Alpi) a ricoveri e interventi chirurgici a pagamento. I segretari generali dell’organizzazione sindacale, Tommaso Moscara e Floriano Polimeno, hanno contattato il Commissario Straordinario dell’ASL, Stefano Rossi, e l’Assessore regionale, Donato Pentassuglia, per richiedere la sospensione immediata della delibera. Secondo le denunce della CGIL, i pazienti si trovano a dover pagare l’onorario medico e un ulteriore 50% del DRG, con il resto coperto dal servizio pubblico. Questa situazione potrebbe portare a una promiscuità tra pazienti pubblici e privati all’interno delle strutture sanitarie, alimentando una sanità ‘a due velocità’ che avvantaggia chi dispone di risorse economiche. La questione solleva interrogativi sulla sostenibilità e sull'equità del sistema sanitario locale, con il rischio di un aumento della mobilità passiva dei pazienti.
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