Roma, 11 Apr 2018 – (Pubblichiamo un estratto del seguente articolo da leggere nella sua completezza collegandosi al link indicato a fine paragrafo) – di Roberto Martinelli – C’è una amara constatazione da fare quando si parla del Corpo di Polizia Penitenziaria nel contesto delle altre Forze di Polizia dello Stato del Paese. Purtroppo. Ed è quella che il “nostro” Corpo è, sempre più spesso, un passo indietro rispetto agli altri, e questo nonostante l’Eurispes, in una sua recentissima rilevazione, abbia messo in evidenza la crescita di fiducia nell’opinione pubblica per il ruolo istituzionale e sociale del Corpo di Polizia Penitenziaria. Cerco di spiegarmi. E’ notizia di queste settimana che è stato dato in dotazione sperimentale a Polizia di Stato e Carabinieri (ma non alla Polizia Penitenziaria…) il “taser”, la pistola che blocca i muscoli grazie alle scariche elettriche. Dopo un percorso più che travagliato, il ministero dell’Interno ha deciso di avviare la sperimentazione (da 1 a 3 mesi) a cominciare da alcune questure italiane: Brindisi, Caserta, Catania, Milano, Padova e Reggio Emilia. Il dispositivo, che è classificato tra le armi da difesa considerate meno letali, verrà usato da tutto quel personale che ha compiti di controllo del territorio e sulle strade e negli stadi. Funzionerà così: la scarica elettrica avrà la durata di 5 secondi e sarà a intensità regolare. Gli operatori avranno anche la possibilità di colpire il bersaglio fino a 7 metri di distanza, e avranno a disposizione un colpo di riserva, qualora il bersaglio venisse mancato. Ognuno di loro avrà sulla divisa una particolare telecamera a colori ad alta definizione – dotata anche di visione notturna – che si accenderà automaticamente non appena verrà tolta la sicura dell’arma. E questo per controllarne l’operato. Va evidenziato che il “taser” è molto usato negli Stati Uniti, dove può essere acquistato anche dai civili. Ma sono circa 107 i paesi dove le forze dell’ordine ce l’hanno in dotazione: Canada, Brasile, Australia, Nuova Zelanda e Kenya. L’articolo completo prosegue qui >>> http://www.poliziapenitenziaria.it/public/post/blog/sempre-un-passo-indietro-perche-la-polizia-penitenziaria-non-sta-al-livello-degli-altri-3772.asp
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L'Iran offre agli Stati Uniti di riaprire lo Stretto di Hormuz in cambio della revoca del blocco navale.



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