Nel contesto politico italiano, il dibattito interno al centrosinistra si intensifica. Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, ha rilanciato la sua opposizione al sostegno militare all’Ucraina, proponendo che la decisione sull’invio di armi sia presa attraverso le primarie di coalizione. Questa proposta ha suscitato una forte reazione nel Partito Democratico, dove l’ala riformista insiste che il supporto all’Ucraina non è negoziabile. Esponenti come Alessandro Alfieri criticano l’idea di risolvere questioni di politica estera tramite le primarie, preferendo un programma condiviso prima del voto.
Nel frattempo, altri leader del centrosinistra si sono espressi. Carlo Calenda ha definito “buffonate” le proposte di Conte, suggerendo che l’appoggio a Kiev diventi una precondizione per partecipare alle primarie. Matteo Renzi, invece, propone un “patto di ferro” tra i partiti progressisti, sottolineando l’importanza di mantenere una linea chiara di sostegno all’Ucraina. Resta da vedere come si evolverà la situazione e se il centrosinistra riuscirà a trovare un accordo.









