L’ombra del Litani segna il punto in cui guerra e diplomazia si scontrano. Israele ha spinto oltre il confine sei divisioni, tra cui la 98ª Paracadutisti, verso il fiume Litani, dove la linea di combattimento assomiglia a un nuovo confine di fatto. L’obiettivo è una “zona cuscinetto” fino a 30 chilometri dal confine, con attacchi alle infrastrutture di Hezbollah e alla “anti‑tank line”. Le dichiarazioni del ministro della Difesa Israel Katz del 31 marzo sulla demolizione delle case nei villaggi di confine alimentano il sospetto di un modello di controllo territoriale più duraturo. La Risoluzione ONU 1701 del 2006 appare oggi superata dai fatti, con la diplomazia incapace di frenare l’escalation. Al 6 aprile 2026 il Ministero della Salute libanese conta oltre 1.460 morti e più di 4.300 feriti, con oltre un milione di sfollati e numerose strutture sanitarie colpite. L’offensiva israeliana, pur presentata come risposta alla minaccia di Hezbollah, lascia un costo politico e morale che la comunità internazionale fatica a contenere.
Memoria di guerra, fascismo e social: il dibattito sui veterani disabili
Una foto d’archivio di un museo dedicata ai veterani disabili della Seconda guerra mondiale ha riaperto un dibattito sulla memoria...







