Il rischio era concreto: un litro di gasolio oltre i 2,3 euro. Un nuovo record storico, peggiore di quello del marzo 2022, che dall’8 aprile avrebbe messo in ginocchio famiglie e imprese. Per disinnescare la bomba, il governo ha scelto la via della proroga, confermando in settimana il taglio delle accise fino al 30 aprile. La decisione, presa in un clima di forte tensione sui mercati internazionali per la crisi nello Stretto di Hormuz, costerà tra i 500 e i 600 milioni. Una tregua, non una pace. Mentre la politica cerca una soluzione strutturale, le associazioni dei consumatori denunciano come il diesel resti il vero sorvegliato speciale. La tregua basterà?
Sicurezza urbana a Torino: controlli ad “alto impatto”, due arresti tra evasione e droga
IN SINTESI Il bilancio dei controlli a Mirafiori 2 arresti 86 identificati Oltre 2.500 € di sanzioni1 La Polizia di...










