La manifestazione promossa da USAMi, SINAFI, NSC, ITAMIL e SILMM ha portato in piazza 6.000 militari, segnando una nuova consapevolezza tra il personale in uniforme.
Nonostante il caldo, le ferie e la disinformazione, migliaia di colleghi hanno dimostrato che manifestare pacificamente è possibile e non comporta ripercussioni.
Il Patto ha confermato la propria affidabilità sindacale e organizzativa, contrapponendo azioni concrete all’attendismo di chi è rimasto fuori dalla protesta.
Proporre una nuova manifestazione a ottobre rischia però di illudere il personale, perché entro il 15 ottobre il Governo dovrà presentare alla Commissione europea il Documento programmatico di bilancio (DPB).
Nel documento saranno già definiti gli obiettivi economici e di finanza pubblica, insieme alle principali misure della futura manovra. Per questo motivo, ogni iniziativa di protesta dovrebbe svolgersi prima che le scelte della legge di Bilancio siano delineate.
Il rinnovo contrattuale chiude una fase, ma non interrompe la battaglia per un riconoscimento economico adeguato ai sacrifici e alle responsabilità dei militari.
USAMi Aeronautica continuerà a chiedere specificità militare, previdenza dedicata e complementare, migliori condizioni di servizio e benessere del personale.
Il Patto resta aperto alle associazioni disponibili a condividere questa linea, purché alle dichiarazioni seguano iniziative concrete.
Dopo aver portato 6.000 militari alla prima manifestazione, la domanda è inevitabile: alla prossima, quanti miilitari ci saranno in piazza?
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