IN SINTESI
Il messaggio di Crosetto a Porta San Paolo
8 settembre 2026
83° anniversario
Sicurezza e coesione
«Le guerre sono tornate nel cuore dell'Europa». È il passaggio più netto dell'intervento del ministro della Difesa Guido Crosetto in occasione dell'83° anniversario della Difesa di Roma. A Porta San Paolo, luogo simbolo dei combattimenti del settembre 1943, il ministro ha utilizzato la memoria di militari e cittadini che difesero la Capitale per richiamare l'attenzione sulle nuove minacce alla sicurezza e sulla necessità di una maggiore coesione nazionale.
Mattarella e Crosetto a Porta San Paolo
La commemorazione si è svolta l'8 settembre 2026 a Roma. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accompagnato dal ministro della Difesa Guido Crosetto, ha deposto una corona di alloro in memoria dei militari e dei civili caduti nella Difesa della Capitale.
Successivamente il Capo dello Stato si è recato al Parco della Resistenza, dove è stata deposta una seconda corona al Monumento alla Memoria.
Il luogo scelto conserva un significato particolare. Tra l'8 e il 10 settembre 1943, dopo l'annuncio dell'Armistizio, i combattimenti interessarono diversi punti della Capitale, dalla Magliana alla Montagnola e alla via Ostiense, fino agli scontri di Porta San Paolo. Accanto ai reparti militari parteciparono alla resistenza anche numerosi cittadini.
Le minacce non sono più soltanto militari
Nel suo intervento Crosetto ha sottolineato come il mondo del 2026 sia profondamente diverso da quello del 1943, ma non necessariamente più sicuro. Il ritorno della guerra sul continente europeo si accompagna infatti, secondo il ministro, a un insieme di minacce sempre più articolate.
Il concetto di sicurezza si estende ormai ben oltre il tradizionale confronto tra eserciti. Le vulnerabilità di un Paese possono riguardare reti informatiche, infrastrutture critiche, energia, sistemi satellitari, tecnologie strategiche e capacità di orientare l'opinione pubblica attraverso campagne di disinformazione.
«La libertà si custodisce e si difende»
La parte centrale del messaggio riguarda però la responsabilità collettiva. Per Crosetto, di fronte a minacce di questa natura, la sicurezza non può essere considerata esclusivamente un compito delle Forze Armate.
La capacità di un Paese di affrontare crisi e pressioni esterne dipende anche dalla solidità delle proprie istituzioni, dalla capacità industriale, dal mondo della ricerca e, soprattutto, dalla partecipazione dei cittadini.
Da qui il richiamo del ministro: «La libertà si custodisce e si difende». Pace, libertà e democrazia, ha ricordato, non devono essere considerate condizioni acquisite per sempre.
Per il ministro, un Paese diviso è più fragile, mentre un Paese capace di restare unito dispone di una maggiore capacità di resistere e reagire. La sicurezza diventa quindi una responsabilità condivisa che coinvolge Stato, Forze Armate, economia, ricerca e società civile.
Dal 1943 alle sfide del presente
Militari e cittadini combattono fianco a fianco nella difesa della Capitale dopo l'annuncio dell'Armistizio.
Il richiamo di Crosetto è alla capacità del Paese di affrontare insieme minacce militari, tecnologiche e ibride.
È proprio questo il collegamento scelto dal ministro tra la ricorrenza storica e il presente. Porta San Paolo rappresenta uno dei momenti in cui persone con esperienze e convinzioni differenti si trovarono unite davanti a una minaccia comune.
Secondo Crosetto, quello “spirito di Porta San Paolo” conserva ancora oggi un valore: non soltanto come memoria di ciò che accadde, ma come richiamo alla responsabilità, al coraggio e alla capacità di mettere ciò che unisce davanti alle divisioni quando sono in gioco sicurezza e libertà.
La Resistenza come patrimonio comune
Nel suo intervento Crosetto ha richiamato anche il valore unitario della Resistenza e della lotta di Liberazione, sostenendo che quella memoria non debba diventare motivo di divisione. Il riferimento è ai militari, ai partigiani e ai cittadini che, in luoghi e forme differenti, contribuirono alla liberazione dell'Italia.
La commemorazione dell'8 settembre diventa così anche un richiamo alla costruzione della Repubblica e alla difesa dei valori democratici nati da quella stagione.
Il dibattito sulla sicurezza europea
Le parole di Crosetto arrivano in una fase nella quale sicurezza, guerra in Europa e capacità di difesa sono nuovamente al centro del confronto politico ed economico.
Negli stessi giorni questi temi hanno attraversato anche il dibattito al Forum TEHA di Cernobbio, dove si sono confrontate posizioni differenti sull'Europa, sulla minaccia russa, sull'Ucraina e sulle risorse destinate alla sicurezza e alla Difesa.
È tuttavia importante distinguere i piani: nell'intervento dell'8 settembre a Porta San Paolo, il messaggio di Crosetto è stato soprattutto politico e istituzionale. Il punto non era presentare un nuovo programma di spesa, ma sostenere che l'attuale scenario richieda consapevolezza, resilienza e capacità del Paese di agire in maniera coesa.
Dalla memoria del 1943 alle tensioni del 2026: il messaggio pronunciato a Porta San Paolo lega due epoche profondamente differenti attraverso lo stesso principio. Per Crosetto pace, libertà e democrazia non sono condizioni irreversibili: conservarle richiede responsabilità, preparazione e soprattutto la capacità di un Paese di restare unito davanti alle minacce.
Fonti consultate per questo articolo: Agenzia Nova









