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Home Sanità & Benessere Sanità

Visite ed esami, se il SSN supera i tempi puoi accedere a intramoenia o privato pagando solo il ticket: come funziona

Ufficio Stampa by Ufficio Stampa
Settembre 9, 2026
in Sanità
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Crediti immagine: immagine non di proprietà della redazione. Fonte: epiprev.it. Utilizzo nel rispetto dei termini della fonte/licenza.
IN SINTESI Cosa fare se la visita arriva troppo tardi
Tempi obbligatori Percorso di tutela Solo ticket se dovuto
1
Il Servizio sanitario deve garantire visite ed esami di primo accesso entro i tempi della classe di priorità indicata sulla ricetta.
2
Se il CUP non trova un appuntamento nei tempi, l'Azienda sanitaria deve attivare un percorso di tutela.
3
La prestazione può essere garantita anche tramite privato accreditato o attività libero-professionale intramuraria.
4
In questo caso il cittadino sostiene soltanto il ticket ordinario, se dovuto, e non la normale tariffa privata.
5
Non bisogna però prenotare autonomamente da un qualsiasi privato: la soluzione deve passare attraverso il percorso indicato dal SSN.
In breve: se il sistema pubblico non riesce a rispettare i tempi prescritti, deve trovare una soluzione alternativa senza scaricare sul paziente il costo della prestazione privata.

Una visita neurologica prescritta entro dieci giorni ma disponibile dopo tre mesi. Una risonanza da eseguire entro sessanta giorni fissata l'anno successivo. In situazioni come queste il cittadino non è obbligato a scegliere tra aspettare oppure pagare di tasca propria una visita privata: se il Servizio sanitario non riesce a rispettare i tempi della prescrizione deve attivare un percorso alternativo per garantire la prestazione.

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U 72 ore Urgente
B 10 giorni Breve
D 30 / 60 giorni 30 visite, 60 diagnostica
P 120 giorni Programmata

Quando scatta il diritto al percorso di tutela

Il punto di partenza è la ricetta del Servizio sanitario nazionale. Per le prestazioni specialistiche ambulatoriali di primo accesso il medico deve indicare la classe di priorità, che stabilisce entro quanto tempo la visita o l'esame deve essere eseguito.

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Le classi previste dal Piano nazionale di governo delle liste di attesa sono quattro: U, B, D e P. Per una prestazione urgente il limite è di 72 ore; per la classe breve di 10 giorni; per la differibile sono previsti 30 giorni per le visite specialistiche e 60 per gli accertamenti diagnostici; per la programmata il limite è di 120 giorni.

Se il sistema di prenotazione non riesce a offrire una soluzione compatibile con questi tempi, entra in gioco il cosiddetto percorso di tutela.

NON BASTA UNA DATA LONTANA

Il riferimento non è quanto il paziente considera personalmente “troppo lungo”, ma il tempo massimo associato alla classe di priorità riportata sulla prescrizione. È quindi fondamentale controllare la lettera U, B, D o P indicata sulla ricetta.

Cosa deve fare il paziente

Il principio del nuovo sistema è semplice: se il CUP non riesce a trovare una prestazione nei tempi previsti, non dovrebbe essere il cittadino a telefonare continuamente o cercare da solo un'alternativa.

1
Controllare la prescrizione Verificare che si tratti di un primo accesso e controllare classe di priorità e quesito diagnostico.
2
Contattare il CUP Tentare la normale prenotazione attraverso il sistema regionale o aziendale.
3
Segnalare lo sforamento Se la proposta supera il termine previsto, chiedere espressamente l'attivazione del percorso di tutela.
4
Seguire la soluzione proposta L'Azienda sanitaria deve ricercare una modalità alternativa per rispettare la priorità clinica.

Quale alternativa può offrire la ASL

Dal CUP alla prestazione: le possibili soluzioni
1. PUBBLICO
Può essere proposta un'altra struttura pubblica in grado di garantire la prestazione entro il termine previsto.
2. ACCREDITATO
Se necessario può essere utilizzata una struttura privata accreditata con il Servizio sanitario.
3. INTRAMOENIA
La prestazione può essere assicurata anche attraverso l'attività libero-professionale intramuraria dei medici del servizio pubblico.

Quanto paga il cittadino

LA REGOLA ECONOMICA

Quando intramoenia o privato accreditato vengono utilizzati nell'ambito del percorso di tutela per il mancato rispetto dei tempi di attesa, il cittadino è tenuto a corrispondere soltanto il normale ticket, se previsto.

Chi ha diritto all'esenzione mantiene naturalmente il proprio regime di esenzione. La differenza rispetto al costo della prestazione viene sostenuta dal sistema sanitario secondo le modalità organizzative previste.

È questo il passaggio che spesso crea confusione. Una normale visita intramoenia scelta liberamente dal paziente è una prestazione libero-professionale e prevede il pagamento della relativa tariffa. Diverso è il caso dell'intramoenia utilizzata dall'Azienda sanitaria per garantire una prestazione che il SSN non riesce a erogare nei tempi.

Non puoi scegliere un qualsiasi medico privato

Cosa puoi chiedere
  • il rispetto della classe di priorità;
  • l'attivazione del percorso di tutela;
  • una sede alternativa compatibile;
  • privato accreditato o intramoenia quando necessario;
  • il pagamento del solo ticket, se dovuto.
Cosa non significa
  • prenotare liberamente da qualsiasi privato;
  • pagare la visita e chiedere automaticamente il rimborso;
  • scegliere necessariamente uno specifico medico;
  • ottenere qualsiasi prestazione privata gratuitamente;
  • ignorare le procedure previste dalla propria Regione.

La ricetta deve essere compilata correttamente

Per poter applicare correttamente i tempi massimi, la prescrizione specialistica deve contenere alcune informazioni fondamentali.

Tipo di accesso Deve essere indicato se si tratta di primo accesso oppure di prestazione successiva.
Classe di priorità U, B, D o P definiscono il tempo entro cui deve essere garantita la prestazione.
Quesito diagnostico Deve essere indicato il problema clinico che giustifica la richiesta della prestazione.

Attenzione: vale soprattutto per i primi accessi

I tempi U, B, D e P riguardano le prestazioni ambulatoriali di primo accesso, cioè la prima visita o il primo accertamento richiesto per un determinato problema clinico.

I controlli successivi seguono invece il percorso di presa in carico del paziente e devono essere programmati secondo le indicazioni dello specialista. Non è quindi corretto applicare automaticamente a ogni visita di controllo gli stessi termini delle classi di priorità del primo accesso.

Cosa cambia con il nuovo Piano 2026-2028

AGGIORNAMENTO • AGOSTO 2026

Il nuovo Piano nazionale di governo delle liste di attesa 2026-2028, adottato dal Ministero della Salute il 26 giugno e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 agosto 2026, rafforza il sistema dei percorsi di tutela.

Quando al primo contatto non è disponibile una prestazione nei tempi, il sistema può inserire la richiesta in specifiche liste di garanzia e ricercare successivamente una soluzione, evitando che il paziente debba continuare a chiamare autonomamente il CUP.

Il Piano punta inoltre all'integrazione delle agende di prenotazione: nel sistema CUP devono confluire progressivamente l'offerta pubblica, quella delle strutture private accreditate e quella utilizzabile in libera professione intramuraria per i percorsi di tutela.

Le Regioni e le Province autonome devono recepire il nuovo PNGLA attraverso i rispettivi piani regionali. Per questo le modalità operative concrete possono differire da territorio a territorio: numeri telefonici, moduli, uffici e procedure vanno verificati presso la propria Azienda sanitaria o Regione.

E se il CUP dice che non ci sono date?

Anche la semplice risposta «non ci sono disponibilità» non dovrebbe chiudere il problema. La normativa sulle liste d'attesa vieta la sospensione delle attività di prenotazione e il nuovo Piano rafforza la presa in carico delle richieste che non possono essere soddisfatte immediatamente.

In caso di difficoltà, oltre al CUP, il cittadino può rivolgersi agli uffici indicati dall'Azienda sanitaria per i percorsi di tutela o all'Ufficio Relazioni con il Pubblico, conservando prescrizione e prova della prenotazione proposta.

La cosa più importante da ricordare

Se una visita o un esame di primo accesso viene proposto oltre il tempo previsto dalla classe U, B, D o P, non bisogna automaticamente rassegnarsi all'attesa né prenotare privatamente a proprie spese. Occorre chiedere al sistema sanitario l'attivazione del percorso di tutela.

È attraverso quel percorso che la prestazione può essere effettuata anche in intramoenia o presso un privato accreditato, lasciando a carico del cittadino soltanto il ticket ordinario, quando dovuto.

Fonti consultate per questo articolo: Portale Inps

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