Le tensioni in Medio Oriente continuano a influenzare i mercati energetici globali, con un impatto diretto sull’inflazione dell’Eurozona. A maggio 2026, l’inflazione ha raggiunto il 3,2%, il livello più alto da settembre 2023, secondo la stima flash di Eurostat. Questo aumento è principalmente dovuto al rincaro dei prezzi energetici, che hanno registrato un incremento del 10,9% su base annua. In Italia, il tasso d’inflazione si attesta al 3,3%, leggermente superiore alla media dell’area euro.
L’aumento dei prezzi energetici non solo complica il quadro economico per i governi dell’Eurozona, ma alimenta anche il dibattito all’interno della Banca Centrale Europea. Gli analisti osservano che il dato potrebbe ostacolare un eventuale allentamento della politica monetaria, con il Consiglio direttivo diviso tra chi spinge per mantenere i tassi elevati e chi è favorevole a una loro riduzione nei prossimi mesi.
Mentre i servizi registrano un aumento del 3,5%, i governi, inclusa l’Italia, monitorano attentamente l’impatto sui bilanci pubblici e sulle misure di sostegno a famiglie e imprese. Resta da vedere come evolverà la situazione nei prossimi mesi.









