La firma digitale del memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran, avvenuta nelle ultime 24 ore, ha suscitato un acceso dibattito politico a Washington. L’accordo, che segna la fine della guerra iniziata il 28 febbraio, prevede la cessazione immediata delle operazioni militari su tutti i fronti, incluso il Libano. La stampa italiana ha diffuso integralmente il testo, che stabilisce la progressiva rimozione del blocco navale statunitense e la riapertura dello Stretto di Hormuz entro 30 giorni, garantita dall’Iran per le navi civili.
Washington si è impegnata a collaborare con i partner regionali per un piano di ricostruzione economica dell’Iran, stimato in almeno 300 miliardi di dollari, e a smantellare gradualmente le sanzioni. Questo accordo preliminare, definito dalla Casa Bianca come “accordo Trump”, funge da quadro per negoziare un’intesa definitiva entro 60 giorni, prorogabili, da sottoporre al Consiglio di Sicurezza dell’Onu.
Nonostante l’apparente successo diplomatico, alcuni analisti ritengono che l’accordo favorisca maggiormente Teheran rispetto a Washington. Resta da vedere come si evolveranno le trattative nei prossimi mesi.








