IN SINTESI
Dopo la manifestazione del 18 luglio a Roma, il percorso unitario di NSC, SINAFI, USAMI, ITAMIL e SILMM è arrivato alla Camera dei Deputati. L'11 settembre le cinque organizzazioni hanno presentato una piattaforma di riforma che mette al centro retribuzioni e inflazione, previdenza complementare, sicurezza sul lavoro e agibilità sindacale. Il progetto prevede anche un confronto sui territori, partito dalla tappa programmata a Napoli il 14 settembre.
Dalla manifestazione nazionale di Roma al confronto con le Istituzioni. Il Patto per la Sicurezza e la Difesa dei Cittadini porta in Parlamento le richieste economiche, previdenziali e professionali del personale militare.
Prosegue il percorso avviato dalle cinque organizzazioni sindacali NSC, SINAFI, USAMI, ITAMIL e SILMM, riunite nel Patto per la Sicurezza e la Difesa dei Cittadini.
Dopo la manifestazione del 18 luglio a Roma, alla quale secondo le organizzazioni promotrici hanno partecipato oltre 6.000 militari, l'iniziativa è passata dalla piazza al confronto istituzionale.
Il Patto arriva alla Camera dei Deputati
Venerdì 11 settembre 2026, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, le cinque sigle hanno presentato il documento congiunto contenente le proposte di riforma destinate al Governo e alle Istituzioni.
Il passaggio rappresenta l'evoluzione del percorso avviato con la mobilitazione estiva: trasformare le rivendicazioni del personale in proposte normative e strutturali da sottoporre alla politica.
I quattro temi al centro della proposta
La piattaforma illustrata alla Camera concentra l'attenzione su quattro questioni considerate prioritarie dalle organizzazioni promotrici.
Retribuzioni e inflazione
Recupero del potere d'acquisto e maggiore valorizzazione economica della specificità del personale in uniforme.
Previdenza complementare
Superamento del ritardo accumulato nell'avvio di una previdenza integrativa dedicata al Comparto.
Sicurezza sul lavoro
Maggiori tutele per il personale impegnato in attività operative, turnazioni e servizi caratterizzati da rischio e usura.
Agibilità sindacale
Rafforzamento delle garanzie per l'attività delle organizzazioni sindacali militari e dei loro dirigenti.
Specificità e previdenza tra le priorità
Tra le richieste figura la necessità di distinguere le risorse destinate al recupero dell'inflazione da quelle dedicate alla Specificità militare, così da riconoscere in maniera autonoma le particolari condizioni di impiego, il rischio operativo, i turni e il lavoro straordinario.
Sul fronte previdenziale, il Patto richiama invece il mancato avvio della previdenza complementare e propone strumenti capaci di tutelare maggiormente il trattamento pensionistico del personale.
Il confronto si sposta anche sui territori
Il 14 settembre 2026 era programmata a Napoli, presso la Sala Convegni “Giada” dell'Hotel Gold Tower, una delle prime tappe territoriali del percorso.
L'incontro, dal titolo «La Specificità Militare oltre la retorica: retribuzioni, previdenza complementare e agibilità sindacale», era finalizzato ad aprire il confronto anche con il territorio, le istituzioni locali e i rappresentanti politici.
Dalla protesta alle proposte
Il percorso avviato dalle cinque sigle punta quindi a trasformare la mobilitazione del personale in una piattaforma comune da portare all'attenzione del Parlamento e del Governo.
Retribuzioni, previdenza, sicurezza e rappresentanza sindacale restano i principali terreni sui quali le organizzazioni chiedono interventi strutturali. Il passaggio successivo sarà verificare se il confronto istituzionale riuscirà a tradursi in misure concrete.
Il tema centrale resta quello della tutela delle donne e degli uomini in uniforme: dalle condizioni economiche alla sicurezza sul lavoro, fino alla previdenza e all'effettivo esercizio dei diritti sindacali.









