IN SINTESI TFS dal 2027: chi aspetterà tre mesi in meno Da 12 a 9 mesi Dal 1° gennaio 2027 Vale anche per Difesa e Sicurezza +
Dal 1° gennaio 2027 il termine base per il pagamento del TFS/TFR scende da dodici a nove mesi nei casi previsti dalla nuova normativa.
La riduzione riguarda chi matura i requisiti dal 2027 e cessa per limiti di età, limiti ordinamentali o collocamento a riposo d'ufficio nelle fattispecie previste.
L'INPS chiarisce espressamente che la nuova disciplina interessa anche il personale di Difesa, Sicurezza e Soccorso pubblico.
Per ufficiali e sottufficiali militari, la riduzione opera anche nei casi di collocamento in ausiliaria equiparati al raggiungimento del limite di età, quando ricorrono i requisiti previsti.
La rateizzazione non cambia: fino a 50.000 euro pagamento unico, oltre tale soglia continuano a essere previste due o tre rate annuali.
Dal 1° gennaio 2027 cambia uno dei meccanismi più contestati del pubblico impiego: il termine per la liquidazione del trattamento di fine servizio viene ridotto da dodici a nove mesi per determinate cessazioni dal servizio. La novità interessa anche il comparto Difesa, Sicurezza e Soccorso pubblico.
TFS: cosa cambia davvero dal 2027
La novità deriva dalla legge di Bilancio 2026. L'articolo 1, comma 198, della legge n. 199 del 30 dicembre 2025 stabilisce che, con effetto dal 1° gennaio 2027, il termine di dodici mesi previsto per determinate liquidazioni del TFS/TFR venga sostituito con un termine di nove mesi.
La modifica riguarda i soggetti che maturano i requisiti pensionistici a decorrere dal 1° gennaio 2027 e che cessano dal servizio per raggiungimento dei limiti di età, dei limiti di servizio o nei casi di collocamento a riposo d'ufficio previsti dalla normativa.
Il pagamento decorre dopo dodici mesi dalla cessazione e deve essere effettuato entro i tre mesi successivi.
Nei casi interessati dalla riforma il termine decorre dopo nove mesi, con pagamento entro i tre mesi successivi.
La riduzione riguarda il termine dilatorio iniziale. L'Amministrazione dispone ancora dei successivi tre mesi per effettuare materialmente il pagamento. Il termine massimo ordinario passa quindi, nei casi interessati, da dodici più tre mesi a nove più tre mesi.
La novità riguarda anche militari e Forze di Polizia
La circolare INPS n. 30 del 27 marzo 2026 dedica uno specifico passaggio al personale del comparto Difesa, Sicurezza e Soccorso pubblico: Forze armate, Forze di polizia a ordinamento civile e militare e Corpo nazionale dei Vigili del fuoco.
Per questo personale l'erogazione del TFS segue i termini previsti per la generalità dei dipendenti pubblici, tenendo però conto della specifica normativa pensionistica e ordinamentale applicabile alle diverse categorie.
Di conseguenza, quando la cessazione avviene per una causale che rientra nella nuova disciplina e il requisito pensionistico viene maturato dal 1° gennaio 2027, il termine viene ridotto da dodici a nove mesi.
L'INPS precisa che la riduzione da dodici a nove mesi produce effetti anche per il TFS del personale militare, ufficiali e sottufficiali collocati in ausiliaria ai sensi dell'articolo 2229, comma 1, del Codice dell'ordinamento militare, quando maturano i requisiti pensionistici interessati dalla nuova disciplina a decorrere dal 2027.
Chi invece continuerà ad aspettare più a lungo
La riforma non elimina tutti i termini differiti. Nei casi di dimissioni volontarie, con o senza diritto a pensione, continua infatti ad applicarsi il termine di ventiquattro mesi, con pagamento entro i tre mesi successivi.
Lo stesso termine di ventiquattro mesi resta previsto, in via generale, per licenziamento o destituzione e per le altre cessazioni che non rientrano nelle ipotesi specificamente interessate dalla riduzione.
Il cambiamento del 2027 non introduce il pagamento immediato del TFS e non estende automaticamente i nove mesi a qualsiasi forma di pensionamento. La causa concreta della cessazione dal servizio resta decisiva per stabilire quando decorre il diritto alla liquidazione.
Restano le rate: cosa succede sopra 50.000 euro
Un altro punto importante è che la legge di Bilancio 2026 non modifica il sistema di rateizzazione. Le regole già vigenti continuano quindi ad applicarsi anche dopo la riduzione del termine di pagamento.
Le rate successive alla prima continuano a essere pagate a distanza di dodici mesi. Di conseguenza, per chi ha maturato un TFS elevato, la riduzione da dodici a nove mesi anticipa l'avvio della liquidazione ma non elimina il tempo necessario per ricevere l'intero importo.
Perché è intervenuto il legislatore
Il sistema di differimento del TFS dei dipendenti pubblici è stato più volte esaminato dalla Corte costituzionale. Già con la sentenza n. 130 del 2023 la Corte aveva richiamato il legislatore sulla necessità di intervenire sui tempi di pagamento.
Nel 2026 la Corte è tornata sul tema, rilevando che la riduzione da dodici a nove mesi rappresenta un intervento, ma dalla portata circoscritta. La modifica, infatti, riduce l'attesa soltanto per alcune fattispecie e non elimina né il differimento né la rateizzazione.
Viene approvata la legge n. 199/2025, legge di Bilancio 2026, che introduce la riduzione del termine.
L'INPS pubblica la circolare n. 30 con il quadro completo dei nuovi termini di pagamento e delle regole applicabili anche a Difesa e Sicurezza.
La riduzione da dodici a nove mesi diventa operativa per i soggetti che maturano da questa data i requisiti e rientrano nelle cessazioni previste.
Cosa deve controllare chi lascerà il servizio dal 2027
Per capire quale termine verrà applicato non basta quindi guardare la data effettiva del pensionamento. Occorre verificare quando viene maturato il requisito pensionistico, la causa della cessazione dal servizio e, per il personale militare e delle Forze di Polizia, la disciplina specifica collegata al proprio grado, qualifica o ordinamento.
Per chi rientra nella nuova disposizione il vantaggio è concreto: tre mesi in meno sul termine iniziale di attesa. Resta però aperto il tema più generale dei tempi di pagamento del TFS pubblico, soprattutto per gli importi soggetti a rateizzazione.
La riforma del 2027 rappresenta un primo accorciamento dei tempi, ma non una liquidazione immediata. Per il personale di Difesa, Sicurezza e Soccorso pubblico sarà quindi fondamentale verificare la propria specifica causa di cessazione e la data di maturazione del requisito prima di calcolare la prima data utile di pagamento.










