Mentre il mondo osserva con preoccupazione, l’undicesima notte di raid statunitensi contro l’Iran ha visto colpire obiettivi strategici cruciali. Le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti hanno mirato a centri operativi militari e infrastrutture logistiche, con l’obiettivo dichiarato di proteggere la navigazione commerciale nello Stretto di Hormuz. Questo stretto è una via di transito fondamentale per il commercio globale, e la sua sicurezza è di interesse internazionale.
Le esplosioni sono state segnalate in diverse città iraniane, tra cui Teheran e Bushehr, quest’ultima sede di una centrale nucleare. Il Pentagono sottolinea che l’intento è di ridurre la capacità iraniana di minacciare il traffico marittimo, mentre il costo del conflitto continua a salire, raggiungendo i 37,5 miliardi di dollari. La Casa Bianca preme per ulteriori fondi, mentre gli analisti temono un conflitto prolungato che potrebbe influenzare la sicurezza energetica globale.
Con l’intensificarsi delle tensioni, le ripercussioni potrebbero estendersi anche agli alleati europei, Italia inclusa, che dipendono dalle rotte commerciali del Golfo. La situazione resta incerta, con molti interrogativi ancora aperti.






