Roma, 19 agosto 2025 – (Pubblichiamo un estratto del seguente articolo da leggere nella sua completezza collegandosi al link indicato a fine paragrafo) – La guerra in ucraina al centro delle attenzioni internazionali per un probabile accordo di pace, nell’ombra gli interessi cinesi verso la russia.
Se i contenuti del vertice di Anchorage si devono desumere dalla finta conferenza stampa di Putin e Trump, c’è ben poco di cui rallegrarsi.
Né pare che migliori notizie ci si debbano attendere dai “passi avanti” successivamente annunciati, se è vero che uno stranamente silenzioso Trump affida a Rubio la dichiarazione più impegnativa e, probabilmente, più veritiera: “Siamo ancora lontani, non siamo sull’orlo di un accordo di pace”.
Si è confermato come lo scopo vero del vertice fosse la legittimazione reciproca tra i due presidenti, dalla quale ha sicuramente tratto molto più giovamento Putin, riammesso, almeno come immagine, nel club dei grandi. Con l’esito che, se vi venisse reinserito anche formalmente, verrebbe meno l’unica vera arma per far finire la guerra: il fallimento definitivo dell’economia russa.
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