IN SINTESI
Il nuovo sistema in breve
155/52 mm
Fino a 70 km
Programma: €1,81 mld
Il VBM 155 SPH porta la nuova generazione dell'artiglieria italiana su una piattaforma blindata ruotata 10×10: cannone da 155/52 mm, torre completamente automatizzata, elevata cadenza di tiro e una gittata che, con munizionamento Vulcano, può arrivare fino a circa 70 chilometri. Il sistema è però ancora in fase prototipale e va distinto dal più ampio programma dell'Esercito per il nuovo semovente ruotato, valutato complessivamente in 1,81 miliardi di euro.
VBM 155 SPH: il nuovo obice ruotato italiano
Il VBM 155 SPH, acronimo di Self Propelled Howitzer, è una delle più recenti evoluzioni dell'industria terrestre italiana. Il progetto nasce all'interno del CIO e combina due componenti di nuova generazione: la piattaforma blindata ruotata VBM NG in configurazione 10×10 e la torre d'artiglieria HITFIRE 155 sviluppata da Leonardo.
Il sistema è stato mostrato pubblicamente a Eurosatory 2026 sotto forma di modello. Nel frattempo è proseguita la realizzazione del prototipo completo, con l'obiettivo industriale di arrivare alle prime prove di tiro tra la parte finale del 2026 e l'inizio del 2027.
Si tratta quindi di un progetto in uno stadio avanzato di sviluppo, ma non ancora di un mezzo operativo in servizio presso l'Esercito Italiano.
Torre HITFIRE 155 senza equipaggio e caricamento automatico
Il cuore del VBM 155 SPH è la nuova HITFIRE 155, una torre remotizzata a basso profilo che ospita un cannone da 155 mm con canna da 52 calibri.
L'elemento più importante riguarda l'automazione. Il personale non opera all'interno della torre: caricamento dei proietti, gestione delle cariche e diverse funzioni legate all'impiego dell'arma sono automatizzate.
La soluzione punta così a ridurre il numero di militari necessari per gestire il semovente e, soprattutto, l'esposizione dell'equipaggio durante le operazioni di fuoco.
Gittata fino a 70 km con il munizionamento Vulcano
La distanza d'ingaggio varia in funzione del proiettile utilizzato. Con munizionamento convenzionale evoluto dotato di tecnologia base-bleed, le prestazioni indicate arrivano nell'ordine dei 42 chilometri.
La portata cresce sensibilmente utilizzando la famiglia di munizioni Vulcano 155. In questa configurazione la gittata dichiarata può raggiungere circa 70 chilometri, associando alla profondità d'ingaggio anche capacità di precisione superiori rispetto alle munizioni d'artiglieria tradizionali.
La torre può inoltre raggiungere un'elevazione di circa 70 gradi ed è progettata per una cadenza di tiro particolarmente elevata, indicata fino a 10 colpi al minuto.
Perché l'Esercito punta sull'artiglieria ruotata
L'evoluzione del campo di battaglia ha aumentato l'importanza della mobilità dei sistemi di artiglieria. Radar di controbatteria, droni e sensori consentono infatti di localizzare più rapidamente la posizione dalla quale sono stati effettuati i tiri.
Per questo i nuovi sistemi puntano sempre di più sulla capacità di effettuare una missione di fuoco e abbandonare rapidamente la posizione. Una piattaforma ruotata può offrire, soprattutto sulla rete stradale, maggiore velocità strategica e minori esigenze logistiche rispetto a mezzi cingolati più pesanti.
Il VBM 155 SPH nasce proprio attorno a questa logica: elevata automazione, rapidità di tiro, mobilità e integrazione digitale.
Il programma dell'Esercito da 1,81 miliardi
I 1,81 miliardi di euro non sono il costo del VBM 155 SPH e non rappresentano il valore di un contratto già assegnato per acquistare questo specifico mezzo. La cifra riguarda il più ampio programma dell'Esercito Italiano per dotarsi di una nuova capacità di artiglieria semovente ruotata da 155/52 mm. Per una prima fase risultano indicati circa 637 milioni di euro.
Questa distinzione è importante. Il VBM 155 SPH è una soluzione industriale che si colloca nel segmento individuato dal requisito dell'Esercito, ma allo stato attuale non è stato reso pubblico un prezzo unitario del mezzo né un contratto di produzione in serie che consenta di attribuire al VBM l'intero valore del programma.
La cifra di 1,81 miliardi rappresenta quindi il quadro finanziario del programma militare, che può comprendere non soltanto i semoventi ma anche attività di sviluppo, supporto logistico, munizionamento, addestramento e altre componenti necessarie alla capacità operativa complessiva.
A che punto è lo sviluppo del VBM 155 SPH
Cosa succede adesso
Il prossimo passaggio decisivo sarà verificare le prestazioni del prototipo completo, cioè la torre HITFIRE 155 installata sulla piattaforma VBM 10×10. Le prove dovranno confermare sul campo automazione, precisione, cadenza di fuoco, mobilità e affidabilità del sistema.
Solo le successive fasi di valutazione e le decisioni dell'Amministrazione della Difesa permetteranno di chiarire quale ruolo potrà avere il VBM 155 SPH nel programma di rinnovamento dell'artiglieria dell'Esercito Italiano.









