L’emergenza amianto nell’area dell’ex Ilva di Taranto non può più essere ignorata. A lanciare l’allarme è l’Osservatorio Nazionale Amianto, che denuncia la presenza di circa due milioni di chilogrammi di amianto tra tubazioni, pareti interne e coperture dello stabilimento.
Secondo le rilevazioni dell’ONA, a Taranto si sarebbe registrato un aumento del 400% dei casi di mesotelioma, mentre le fibre di amianto continuerebbero a contaminare l’aria, il terreno e le falde acquifere.
Il presidente dell’Osservatorio, Ezio Bonanni, richiama la necessità di una bonifica immediata, sottolineando che la magistratura avrebbe disposto la chiusura entro 90 giorni. Per l’ONA, la tutela della salute deve essere posta al primo posto, anche rispetto agli interessi industriali.
«La salute non si baratta con la produzione. La vita viene prima di tutto», è il messaggio rilanciato dall’Osservatorio.
Fonte: Osservatorio Nazionale Amianto – ONA, che ha rilanciato l’intervista pubblicata sulla rivista “Il Dovere”, a firma di Andrea Ceredani.









